lunedì 26 giugno 2017

Tè alla Menta, con Lime e Lamponi, un tè vagabondo e dissetante

Dopo avervi proposto lo scorso anno la bevanda all'anguria, acqua di rose e melissa, quest'anno vi propongo una versione di tè vagabondo, per mitigare il calore di questi giorni, un tè che io servo freddo ai miei ospiti.
La base di questo tè e il tè alla menta marocchino che si fa con tè verde e menta, personalmente preferisco adoperare anche solo la menta, chi vuole può adoperare insieme anche il tè verde, basta mezzo cucchiaino. da lasciare in infusione con la menta.
La dizione più corretta forse sarebbe infuso alla menta.
Al tè alla menta ho pensato d'unire il sapore del Lime dei Caraibi, ora si trovano in grandi quantità anche da noi e a volte costano anche un po' meno dei limoni, se avete dei limoni dal vostro albero adoperati quelli, magari scegliendo quelli più verdi , andranno benissimo.
Al profumo delle menta e all'acidità esotica del lime ho voluto unire la dolcezza dei lamponi, io ho preso dei lamponi freschi che ho raccolto camminando in montagna dalle mie parti, ma quelli del super o del mercato andranno più che bene. Dopo aver bevuto il tè si possono mangiare. In alternativa potete usare qualche cucchiaio di sorbetto di lamponi.
Un tè vagabondo perchè è il frutto della mie esperienze di vita, ho unito la tradizione del tè alla menta del Marocco che viene servito nelle tende ai margini del deserto del Sahara, con il sapore del Lime dei Caraibi e infine con i Lamponi raccolti sui sentieri nei boschi delle Alpi.
Una bevanda con un buon rapporto qualità prezzo, chi non ha in giardino della menta? Spesso non si sa cosa farne, fateci una bella bibita o un tè, i lamponi gli ho raccolti, ho comprato solo i due lime, il tè e lo zucchero di canna.

Tè alla Menta, con Lime e Lamponi
Ingredienti
1 litro d'acqua
mezzo cucchiaino di tè verde
Un bouchet di menta piperita (o la varietà che più vi piace)
2 lime o limoni verdi
1 cestino di lamponi
80 g di zucchero di canna
Cubetti di ghiaccio

Mettere l'acqua a bollire per preparare il tè
Scaldare la teiera , mettere il tè  versate un po' dell'acqua bollente e ruotare velocemente, poi buttare via l’acqua facendo attenzione a non buttare il tè, aggiungere le foglie di menta, lo zucchero di canna e irrorare con il resto dell' acqua bollente. Lasciare in infusione per circa 5/8 minuti , se invece adoperate solo foglie di menta potete lasciare in infusione anche 10-15 minuti.
Eliminare le foglie di tè verde e menta, fate raffreddare a temperatura ambiente, mettere il liquido in un contenitore chiuso ermetico in frigorifero almeno per 1 ora o il tempo che gli ospiti arrivano.
Recuperare qualche zeste di lime o limoni dalla buccia.
Mettere nel fondo dei bicchieri almeno 5 lamponi.
Mettere un ramo di menta in ogni bicchiere.
Spruzzare una fettina di lime per bicchiere.
Versare il tè alla menta.
Mettere due cubetti di ghiaccio.
Qualche buccia (zeste) di lime o limone.
Tutto qui per una bevanda rinfrescante.

Per saperne di più:  le erbe come la menta non sono consumate in grande quantità, di conseguenza molti dei benefici della salute attribuiti alla menta sono di poca efficacia.
Tuttavia nella pratica dell'infuso la menta riesce e conservare il 75% dei composti fenolici, questo ci permette d'affermare che gli infusi di menta conservano buona parte della capacità antiossidanti.
I principali antiossidanti presenti nella menta dono sono acido rosmarinico e alcuni flavonoidi.
Interessante utilizzo delle menta o meglio dell'infuso di menta nelle diete ipocaloriche, nella Günther Clinic, una delle più famose cliniche di New York, consigliano di sorseggiare durante il giorno dell'infuso di menta piperita, sembra che la menta abbia la capacità di calmare lo snacking e il bisogno convulsivo di zucchero e sale . 



mercoledì 7 giugno 2017

Hummus di ceci con gamberi e frutto della passione

Avevo degli ospiti a cena volevo preparare l'hummus di ceci ma mi sembrava troppo povero per una cena cosi mi sono messo in cerca di un idea culinaria e mi sono imbattuto in questa ricetta dello chef Cannavacciuolo.
Non ho molta simpatia per i chef in televisione ma devo dire che questa ricetta permette di servire un hummus più ricco e più raffinato.
Più che un hummus, una crema mediorientale che nella mia mente mi porta a Gerusalemme, è una crema di ceci, consiglio di cuocere i ceci in una pentola di terracotta ma potete anche prendere i ceci gia cotti, non è uguale ma se vi si siete dimenticati di metterli in ammollo.
Il frutto della passione, chiamato anche granadilla, è un piccolo frutto tropicale grande come un uovo, che arriva dal Brasile. La sua polpa fragrante contiene molti piccoli semi neri sono una buona fonte di fibra alimentare.
Sono stati fatti pochi studi clinici sul frutto della passione ma molti interessanti sull'utilizzo del succo e della buccia in particolare sull'Ipertenzione, un supplemento con aggiunta d'estratto di buccia del frutta della passione (una miscela di flavonoidi, acidi fenolici e antociani) è stato in grado di ridurre la pressione arteriosa sistolica e diastolica, senza alcun effetto secondario.
Uno studio sulle patologie degenerative delle articolazioni ha portato a considerare un'integratore con estratto di buccia e polpa di frutto della passione ha migliorato la funzionalità fisica riducendo le sintomatologie legate al dolore e la rigidità dell'osteoartrosi in particolare dell'osteoartrosi al ginocchio.
Altri studi in vitro per esempio riguardano il cancro ma necessitano di maggiori approfondimenti, quello che possiamo dire con sicurezza che si tratta di frutto ricco di d'antiossidanti in particolare antocianine della famiglia dei flavonoidi e fibre insolubili il cui ingerimento duranti i pasti contribuisce più rapidamente a fornire un senso di sazietà.



Hummus di ceci con Gamberi e Frutto della Passione
Ingredienti per 4 persone:
500 gr di ceci secchi
16 code di Gamberi
Salsa tahina q.b.
Olio q.b.
Basilico q.b.
2 Frutto della passione

Procedimento:
Lavare bene i ceci,
Mettere i ceci a bagno per 12 ore, almeno 3 litri d'acqua per 500 g di ceci.
Lavarli di nuovo e metterli in un recipiente di terracotta o coccio, coprirli con dell'acqua, cuocerli in genere ci vuole una ora e conservarli nella loro acqua.

Frullare i ceci aggiungendo l'acqua di cottura per ottenere una crema, aggiungere della salsa tahina a secondo del gusto, diciamo almeno 4 cucchiai, regolare di sale e pepe.
Pulire dei gamberi, tagliarli a metà e marinarli con olio e basilico.
Mettere i gamberi in una padella e cuocerli su ambo i lati.
Il mio consiglio è quello che invece in padella, cuocerli alla griglia su una carta da forno.
Mettere la crema di ceci nei piatti
Adagiarvi sopra i gamberi
Aggiungere la polpa del frutto della passione
Un goccio di olio d'oliva extra vergine, sale e pepe
Completare il tutto aggiungendo foglie di basilico.
Due versioni nel piatto piano e nella ciotola, complice due cene nello stesso periodo, devo dire che la versione in ciotola è stata più convincente.

martedì 23 maggio 2017

Insalata di piattoni al gorgonzola con uovo in camicia

Quant'è difficile abbinare i piattoni, non sai mai come mangiarli, tanti benefici per la salute ma come dargli un gusto un po' particolare, mi viene in aiuto Alain Ducasse.
Peccato, io l'avevo letta la ricetta sul suo libro Nature, ma chissà perché me l'ha ricordavo diversa, ho letto una cosa e me ne sono ricordato un altra, va beh tanto Ducasse mica si offende.
I suoi erano asparagi io ci ho messo i piattoni, l'uovo era alla coque e io l'ho fatto in camicia, lui metteva olio di noci io l'olio d'oliva, lui metteva il roquefort io il gorgonzola dolce, lui solo 40 g. di roquefort per 4 persone io un po di più, va beh un po' più del doppio (10 g di gorgonzola a persona non ce la posso fare), con il gorgonzola si va ad occhio, si attacca al coltello posso mica centellinarlo!
Ho sbagliato anche impiattamento non è bello da vedere cosi, allora perché ci fai vedere la ricetta se hai sbagliato tutto? Perché è buona, nonostante tutto, il periodo dei piattoni è breve ora o mai più.
Abbiamo fatto di meglio lo so, abbiate fiducia lo stesso.


Insalata di Piattoni al Gorgonzola con Uovo in camicia
Ingredienti per 4 persone :
4 uova
350 g di piattoni
80 g di gorgonzola dolce
2 cucchiai di grani di sesamo
1 c d'aceto di vino
1 c di senape
2 cucchiai di olio di noce (oppure olio d'oliva + 1 gheriglio di noce frullata)
sale e pepe
1 l di brodo di verdure

Montare e pulire i piattoni, lavarli in acqua fredda.
Scaldare il brodo di verdure e cuocerei piattoni circa 10 minuti, devono essere cotti ma non sfatti, scolarli e conservarli.
Fare a pezzi il gorgonzola.
Preparare un emulsione con aceto mostarda e olio e condire i piattoni.
Preparare le uova in camicia uno per volte in una pentola con acqua calda e un goccio d'aceto e metterli da parte.
In un piatto mettere i piattoni conditi, appoggiare l'uovo in camicia, aggiungere il gorgonzola , che secondo me è meglio schiacciare un po' con la forchetta, spolverare di sesamo, aggiungere pepe ed eventualmente altro condimento e qualche foglia di menta.
Buon appetito

Questa ricetta apporta circa 300 kcal e persona, con un buon rapporto qualità prezzo. I piattoni hanno un apporto calorico basso e un indice glicemico basso, durante una dieta ipocalorica sono consigliate di mangiare più porzioni durante la settimana perche hanno un alto indice di sazietà e diminuiscono il senso di fame tra un pasto e l'altro (magari anche senza o con poco gorgonzola ).

venerdì 7 aprile 2017

Avocado al cioccolato con melograno e pistacchi

Inizio la mia nuova sezione sulle creme vegetali, tempo libero permettendo, una serie di ricette che ho già realizzato. Hanno la caratteristica d'essere delle creme vegetali, senza utilizzo di prodotti d'origine animale.
Iniziamo con il classico: la crema all'avocado. Non è una novità in assoluto sono diversi anni che la sua polpa viene adoperata a freddo in sostituzione della panna o del latte, quando è maturo la sua polpa è bella morbida e cremosa dal sapore che può ricordare la mandorla. Un frutto che permette di rivisitare le ricette dei flan e delle creme sia per le ricette dolci che per le ricette salate che non richiedono cottura.
Ho voluto adoperare la parte esterna dell'avocado, perché mi ricorda un uovo, siamo vicino a Pasqua e possiamo fare fare un quasi simile uovo vegetale dolce, quando l'avocado è maturo viene via con facilità.
In genere non vendono avocado maturo, per farlo maturare occorre metterli nella carta da giornale e lasciarli qualche giorno fuori dal frigorifero.
Ho adoperato per zuccherare lo sciroppo d'agave perché secondo si mescola meglio con la polpa dell'avocado, in alternativa il miele oppure lo zucchero a velo che permette più facilmente di fare crema dal momento che si tratta di una crema cruda.
In questa ricetta indico la quantità degli ingredienti che però io realizzo sempre ad occhio, assaggiando è difficile non farlo ma cosi ci si rende conto se manca di qualcosa :-).
Ho decorato la ricetta con melograno e pistacchi per la mia "anima" medio orientale che ogni tanto in cucina salta fuori all'improvviso.

Avocado al cioccolato con melograno e pistacchi
ingredienti per 4 persone
2 avocado maturi
40 g di cioccolato amaro in polvere
40 g sciroppo d'agave 
1 melograno oppure una confezione di melograno già sgranato
Pistacchi in granella, fragole e menta per decorare il piatto.

lavare il melograno e ricavarne i chicchi rossi, evitare questo passaggio se acquistate chicchi di melograno già puliti.
Lavare bene i due avocado, dividerli in due e togliere il nocciolo.
Con un coltello incidere tra la buccia e la polpa dell'avocado, che viene via facilmente e conservare la buccia del frutto intera.
Mettere in un mixer o anche schiacciando con un forchetta, la polpa dell'avocado, lo sciroppo d'agave e il cioccolato amaro, si ridurrà come una crema, assaggiate e regolate di gusto a piacere per il cacao e il dolce dello sciroppo d'agave.
Prendere le buccia intere dell'avocado e distribuire uniformemente la crema al cacao.
Decorare con il melograno, qualche granella di pistacchio e mettere in frigorifero prima di servire a tavola, è consiglialbile guarnire il piatto con qualche fragola e qualche foglia di menta.
Buon Appetito

Per saperne di più:
L'avocado è un frutto arrivato sulle nostre tavole solo recentemente negli anni '80. Originario del Messico e del Guatemala, come il cioccolato, deve il suo nome alla parola atzeca "ahuactal" cioè testicolo, per la sua forma che ricorda questa parte del corpo umano.
Molte persone evitano l'avocado per i grassi contenuti, che però sono grassi monoinsaturi, delle serie dei grassi "buoni" per la salute del cuore. Un frutto interessante anche per la quantità di fibra contenuta (6,7 per 100 g.).
Dal punto di vista nutrizionale è interessante il contenuto d'antiossidanti, indice TAC è di 1933 μmo, considerato uno punteggio medio alto. Tra gli antiossidanti contenuti spiccano le Proantocianidine, una porzione 100 g di avocado crudo contiene circa 7 mg Proantocianidine, sono dei polifenoli come quelli contenuti nel vino che avrebbero la funzione di proteggere le cellule del sangue contro lo stress ossidativo.

venerdì 31 marzo 2017

Torta di Mandorle, Pistacchi e Lime dei Caraibi

Le ricette nascono e crescono, ti seguono si evolvono, le si porta con se, sono come dei fermo immagine della propria vita.
La storia di questa Torta nasce in Oriente ed esattamente in Persia, dove sono stato per otto mesi, non ho inventato nulla, una torta di Mandorle e Pistacchi che si distingueva per il profumo d'acqua di rose e fior d'arancio, per una strano caso del destino mi ricordava l'Europa, in particolare Capri e la Caprese, ma senza cioccolato, limone e liquore, proibito nei paesi musulmani.
Un anno dopo mi trovavo già nelle Key's le isole della Florida ed esattamente a Key West, forse nel periodo più bello e felice della mia vita. Tutti i giorni mangiavo a colazione la Key Lime Pie, buonissima quella crema con il profumo di questo agrume, il lime ne basta poco ed è un sapore pungente, che nei dolci mi piace molto.
Ancora adesso quando sento il profumo del lime, la mia mente torna a quel cielo e mare azzurro che separa la Florida da Cuba. Trasformare le esperienze di vita in cucina, si mettono insieme le cose, i ricordi, gli ingredienti, possono non dire nulla ma nel bene e nel male sono parte della tua vita e delle tue esperienze.
Tutto si può sostituire in questa torta in modo particolare l'agrume, può essere fatta anche con il Cedro, l'Arancio, se non avete Lime adoperate dei limoni verdi, oppure come nell'originale l'acqua di fior d'arancio e l'acqua di rose.
Se proprio volete essere originali il Bergamotto oppure ancora lo Yuzu, l'agrume giapponese.
La farina di mandorle potete farla voi a casa frullando le mandorle già pulite con un po di zucchero, personalmente mi piace aggiungere un po di mandorle con la buccia perché danno una nota di gusto che non mi dispiace.
Il liquore adoperato è fatta in casa con lime come il limoncello, l'ho trovato qui , in alternativa altro liquore all'agrume che avete sempre scelto, ricordo che in Calabria hanno degli ottimi liquori al Bergamotto e al Cedro.


Torta di Mandorle, Pistacchi e Lime dei Caraibi

Ingredienti:
180 g. di farina di mandorle (oppure 130 g di mandorle pelate e 50 g mandorle con la buccia, qualche minuto in forno e poi frullate con 1 cucchiaio di zucchero)
40 g. di pistacchi sminuzzati non salati o in granella per dolci
50 g. d'amido di mais
2 lime bio ( 1 bergamotto o 1 cedro )
3 uova bio
150 g di burro 
150 g di zucchero
1 bicchierino di liquore al lime (bergamotto o cedro)
1/2 bustina di lievito vanigliato per dolci
1 Bustina di zucchero a velo

Prendere le uova e due ciotole da cucina grande in una mettere i bianchi dell'uovo e riporre in frigorifero, nell'altro il rosso d'uovo, aggiungere lo zucchero è sbattere affinché il composto cambio il colore e fili, aiutatevi con uno sbattitore elettrico o una frusta a mano.
Recuperare le zeste dei lime, le bucce mi raccomando solo la buccia
Mettere nel mix le mandorle con 1 cucchiaio di zucchero per ottenere una farina di mandorle.
Mettere il burro a sciogliere a bagno maria
Nel recipiente dei rossi d'uovo sbattuti con lo zucchero mettere, la farina di mandorle, i pistacchi tritati, le zeste del lime , l'amido di mais, e lavorate il tutto con la frusta a mano montando il composto.
Prendere la ciotola dei bianchi d'uovo in frigorifero, aggiungere un pizzico di sale e montarli a neve ferma.
Aggiungere i bianchi montati al composto dal basso verso l'alto, piano, per non smontare le uova
Infine aggiungere prima il bicchierino di liquore al lime e girare con la frusta e poi aggiungere il lievito per dolci, circa mezza bustina.
Preparare la teglia per andare in forno, io metto carta da cucina, chi lo desidero può adoperare il metodo classico spalmare burro e poi spolverare di farina, girando la teglia per fare perdere la farina in eccesso.
Versare il composto della teglia e mettere in forno a 160° per circa 40 minuti, controllare con uno stecchino che la torta sia asciutta all'interno.
Tirare fuori dal forno, lasciare raffreddare e cospargere di abbondante zucchero a velo.

Per saperne di più:
Il Lime il cui nome Citrus aurantiifolia, non arriva dal Medio Oriente e nemmeno dalla Cina come altri agrumi ma dal Sud Est asiatico dai paesi come la Malesia e le Filippine.
A portarlo in Europa furono per primi gli arabi, in particolare in Andalusia e furono proprio i Spagnoli a portarlo in America, nei Caraibi e in Messico.
In Europa grandi quantità di Lime vennero portate dagli inglesi, che trasferirono le coltivazioni dalla Malesia all'India.
In parole molto semplici preferivano portare i lime dall'India che acquistare il limone dal Mediterraneo, un vezzo tipicamente inglese.
In America questa pianta si ambienta molto bene ed in pochi anni trova uso sia nei piatti tradizionali in cucina e nella produzione di sciroppi a livello industriale.
Il succo e le bucce di lime si abbinano molto bene la rhum e la canna da zucchero, viene utilizzato per i cocktail come Caipirinha, Mojito, i dolci come la Key Lime Pie, il lime è uno di componenti fondamentali per la marinata per preparazione del ceviche il pesce crudo marinato del Perù, famoso in tutto il mondo.
Interessante uso che viene fatto in Medio Oriente dove i lime vengono seccati  e poi ridotti in polvere e adoperati in cucina come spezie, viene chiamata polvere di limone..
In Iran si usano per dare gusto alle zuppe, in Iraq invece si aggiunge al riso per dare profumo oppure all'olio di oliva per renderlo più aromatico..
Senza rendermene conto ho adoperato il lime per fare questa ricetta che è un ingrediente della cucina iraniana, in una torta d'origine iraniana ma che avevo sempre mangiato con acqua di fior d'arancio e l'acqua di rose.


lunedì 13 febbraio 2017

Caviale di Carote Vagabonde

Non so se capita anche a voi d'incominciare una ricetta e poi realizzarne un altra. Perché strada facendo cambio idea, perché il gusto non mi piace e non mi soddisfa.
Cosi è nata questa ricetta di caviale di carote che avevo letto in un libro vegetariano inglese, ma mentre la stavo realizzando non mi convinceva, sentivo che il sapore non andava bene, non era gradevole cosi ho corretto la ricetta al mio personale gusto per renderla più interessante, ecco il perchè del termine vagabonde.
Ho aggiunta la tahina che ha dato cremosità, qualche cucchiaio di ceci lessato, limone e qualche cucchiaio di senape e ora si che sa di qualcosa.
Una ricetta che si presta ad essere protagonista delle tavole dei vegetariani e anche dei vegani, un antipasto gradevole su  dei crostini ma io ho preferita accompagnarla a della focaccia calda con un cucchiaio vicino in modo che ognuno ne prenda la quantità desiderata.
Per tutti quelli che non hanno in casa della tahina, o hanno problemi d'allergia o intolleranza con il sesamo suggerisco per dare cremosità aggiungere la polpa di mezzo avocado maturo al posto della tahina.
L'origine della carota: forse pochi sanno che la carota è originaria dell' Afghanistan, tutt'ora si possono trovare carote nei campi radici di carote rosso e marrone. Dall' Afghanistan arrivano in Medio Oriente, Asia, e Europa, dove invece si trovava la carota bianca. La carota arancione è invece un prodotto relativamente recente, fu inventata in dai giardinieri in onore del Principe d'Orange, da un incrocio tra la carota bianca e rossa, La famiglia d'Orange è oggi la casa Regnante dei Paesi Bassi. . 

Caviale di Carote Vagabonde
Ingredienti:
3 carote arancioni 
60 g grani di sesamo
6 cl olio di sesamo
8 cl olio extra vergine d'oliva
1 bouquet di prezzemolo
Aggiunta
qualche cucchiaio di ceci
1 o 2 cucchiai di tahina o mezzo avocado
1 o 2 cucchiaini di senape di Dijone
una fettina di limone
qualche foglia di menta
1 carota grattugiata, un pezzettino di zenzero fresco

Il giorno prima o la mattina per la sera fate marinare le carote tagliate a piccoli pezzi, con olio di sesamo  e l'olio d'oliva, il prezzemolo, sale e pepe, coprire con pellicola trasparente e lasciate marinare.
Il giorno dopo scolare le carote della marinata e cuocerle a vapore per solo qualche minuto, leggermente cotte la ricette originale invece saltava la cottura e metteva tutto al frullatore..
Metterle in un mix di cucina con qualche cucchiaio della marinata, la tahina (oppure la polpa di mezzo avocado maturo), qualche cucchiaio di ceci, 1 cucchiaino di senape, qualche goccia di succo di limone.
Fate frullare provate la salsa, se serve aggiungere un giro d'olio extra vergine d'oliva, tahina che rende il composto più cremoso, senape, limone e regolate di sale e pepe.
Mettere il caviale nel piatto, un filo d'olio d'oliva e mettere in frigorifero. Prima di servire aggiungere un po di carota grattugiata e qualche foglia di menta e se volete uno spolverata di zenzero macinato o grattugiate del zenzero fresco.



martedì 27 dicembre 2016

Risotto con zucca, mostarda di mela e torrone

Per questa ricetta andiamo nella città di Cremona, in quella parte della Lombardia che viene chiamata bassa padana.
Un piatto che racconta la storia di un territorio, si parte dalla corte dei Gonzaga di Mantova e di quel gusto dolce, salato e speziato molto in voga nel Medioevo, nel Rinascimento e nella cucina della Serenissima di Venezia, grazie al commercio delle spezie con l'Oriente. 
Una cucina che ha influenzato questo territorio, che ci ha regalato: i tortelli di zucca mantovani, i tortelli cremaschi, il tortello della Possenta di Ceresara (quelli con la ciliegia).
Questo per indicare che siamo di fronte a un piatto con degli ingredienti della grande tradizione culinaria italiana, dal sapore antico e speziato, che grazie alla presenza del riso e della zucca diventano più gentili e gradevoli per tutti i palati d'oggi.
Di questo risotto è importante la cremosità che si ottiene mettendo lo stesso quantitativo di zucca e riso, il rapporto della quantità di riso e zucca è importante per un risotto come la qualità degli ingredienti; un buon riso carnaroli e una zucca mantovana o marina di chioggia. 
Per questa ricetta ho deciso di saltare nel risotto il passaggio dell'aggiunta del vino per dare la nota acida che in questo caso non serve perché rovinerebbe il sapore della zucca.
Come la ciliegina sulla torta, il Torrone classico di Cremona con mandorle sopra il risotto prima di servire da un tocco di gusto diverso, in genere viene messo il formaggio grattugiato in questo caso grattugiate del torrone oppure a pezzi che rinforzano il gusto dolce ma che si armonizza molto bene con la mostarda di mela e il gusto della zucca.
Foto come sempre che devo rubare durante il pranzo perché i commensali hanno una fame famelica che non vogliono attendere uno scatto di foto.
Questo risotto è buono fatto e consumato subito oppure come ho fatto io per le feste potete prepararlo il giorno prima, perché è giorno di festa anche per il padrone o padrona di casa.
Il giorno dopo mettete il risotto a gratinare in forno mettendo sopra qualche ricciolo di burro e del parmigiano, poi portarlo in tavola mettendo i piccoli pezzi di torrone e su oni piatto un pezzo di mostarda di mele.

Risotto con zucca, mostarda di mela e torrone
Ingredienti per 4 persone:
320 g di Riso Carnaroli Italiano o Vialone Nano
320 g di Zucca Mantovana al netto (almeno 650g se invece è da pulire )
Brodo vegetale con dado o fatto da voi
50 g di mostarda di mele ma io consiglio 100 g (consiglio d'abbondare)
40 g di mostarda di mele per la decorazione
olio
burro
1/4 cipolla
50 g formaggio grattugiato

Pulire la zucca eliminando i filamenti interni e la buccia, tagliare la polpa a cubetti
Prendere la mostarda di mela, scolarla dal liquido di conserva e farla a piccoli pezzi.
Pulire la cipolla farla a piccoli pezzi, metterla in tegame a imbiondire con 2 cucchiai d'olio d'oliva e 2 noci di burro.
Dopo avere fatto leggermente imbiondire la cipolla, aggiungere la zucca tagliata a cubetti, farla leggermente soffriggere e poi aggiungere un mestolo di brodo caldo, per cuocerla e farla sciogliere fino a che non diventi una purea.
Aggiungere quindi il riso facendolo tostare per due minuti.
Unire il mestolo di brodo e portare a cottura.
Qualche minuto prima della cottura completa aggiungere la mostarda di mela fatta a piccoli pezzi 
Una volta completato la cottura.
Spegnere il fuoco e mantecare il risotto con due noci di burro e il formaggio grattugiato (NB se potete anche visto che è Natale e Capodanno, aggiungere uno o due cucchiai di mascarpone).
Mettere il risotto in una legumiera o in una zuppiera
Fare a piccoli pezzi un torrone e metterlo sopra.
Preparare i piatti mettendo un pezzo di mostarda di mela e uno di torrone.

Buon appetito