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lunedì 22 giugno 2020

Hamsili Pilav: Tortino di Alici e Riso del Mar Nero

Oggi andiamo in Turchia per una ricetta tipica della cucina turca, nella maggior parte delle volte le ricette  turche sono una rivisitazione della cucina persiana.
In questo caso invece si tratta di una ricetta originaria di una regione chiamata Karadeniz Bölgesi (regione del Mar Nero), corrisponde all'antica regione romana del Ponto.
Il Mare Nero è famoso per la ricchezza di pesce azzurro mentre nella regione all'interno si coltiva il riso, dalla disponibilità di questi due ingredienti a buon mercato nasce questo piatto della cucina popolare.
Pochi sono a conoscenza che tra i produttori di riso c'è anche la Turchia, infatti il suo piatto tradizionale è il pilaf o pilav fatto con riso, con ingredienti che variano a secondo della località e della disponibilità stagionale.
In occasione della primavera in alcune regioni della Turchia è tradizione mangiare pilaf con carne che poteva essere montone o pollo, mentre nella regione del Mar Nero è tradizione mangiare pilaf con pesce azzurro, un piatto di riso e pesce che nel tempo si è arricchito con erbe aromatiche per dare più sapore alla pietanza.
La ricetta come la conosciamo oggigiorno ci arriva dalla cucina del palazzo del Sultano a Istabul. L'introduzione del pesce nelle ricche cucine del sultano avvenne nel XVIII° secolo, il cuoco di palazzo per rendere in particolare questo piatto degno della tavola del sultano arricchì la preparazione di riso con pinoli, uvetta, bucce di limone e spezie come la cannella, trasformando questo piatto della tradizione povera in un piatto raffinato.
La ricetta pubblicata è una mia personalizzazione, il tortino monoporzione, il riso tirato quasi come un risotto all'onda, per renderlo più cremoso, poco limone più che altro per dare profumo lasciando invece più sapore alle spezie, alle erbe aromatiche e al pesce.

Hamsili Pilav: Tortino di Alici e Riso del Mar Nero
Ingredienti per 8/10 persone:
400 g di riso carnaroli o superfino arborio
750 g di alici fresche
80 g di pinoli
80 di uva bionda
mezza cipolla rossa
4 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
3 cucchiai di Menta fresca tritata
2 cucchiai di Prezzemolo fresco tritati
1 cucchiaio di Aneto tritato
1 cucchiaino di peperoncino (facoltativo)
1 cucchiaino di cannella
3 cucchiai di burro fuso + noce di burro per mantecare il risotto
una manciata di formaggio grattugiato
sale e pepe
2 limone
Procedimento:
Pulire le alici, passarle sotto l'acqua fresca, togliere la lisca e metterle da parte in frigorifero in un recipiente coperto.
Mettere in ammollo l'uva bionda in una ciotola con acqua calda
Pulire e montare la cipolla, farla a fettine sottili
In una pentola capace preparare il riso
Mettere l'olio di oliva, poi la cipolla e fate soffriggere, unire il riso, rosolate come per un risotto e poi aggiungere uva bionda scolata passa, pinoli, mescolare e poco qualche minuto aggiungere cannella e peperoncino se piace con un po' delle erbe aromatiche la metà (le altre le aggiungere a cottura completa).
Aggiungere a mano a mano dell'acqua calda come per la preparazione di un risotto, un mestolo per volta, alla fine mantecate con il resto delle erbe aromatiche, una manciata di formaggio grattugiato e qualche fiocco di burro, grattugiate della buccia di limone, regolate di sale e pepe (sarebbe buonissimo anche solo cosi, lo consiglio come risotto alternativo).
Prendere i stampini individuarli, spennellate con del burro fuso bene le pareti e la base.
Prendere le alici, scolarle per bene.
Rivestite i stampini con le alici con la pelle rivolta verso il basso cercando d'evitare spazi vuoi al limite sovrapponendoli leggermente.
Con un cucchiaio mettere il riso cotto nei stampini e chiudere rivoltando le alici.
Pennellate la superficie con del burro e chiudere con un foglio di carta di alluminio o da forno, sigillando bene.
Accedere il forno a 200°
Prendere una placca da mettere in forno ricoperta di carta da forno e capovolgere delicatamente gli stampini senza rovesciate il contenuto.
Fate cuocere circa 20-25 minuti, le alici cuociono presto.
Una volta tirato fuori fate raffreddare, togliere il foglio di alluminio, sopra e rovesciate sul piatto da portata, il contenitore dovrebbe venire via facilmente.
Va servito con un filo d'olio d'oliva extra vergine, una o due foglie di erbe aromatiche e uno spicchio di limone.

domenica 31 maggio 2020

Frittata di porri, spinaci, patate e basilico al forno

Un periodo di ricette facili e semplici a basso costo, un secondo piatto vegetariano ricco di sapore. La cottura al forno rispetto alla classica frittata permette di risparmiare quantità d'olio e di conseguenza di calorie rendendo la frittata più leggera.
In alternativa potete sostituire la patata con delle ricotta circa 200 g. verrà una frittata più morbida.

Frittata di porri, spinaci, patate e basilico al forno
Ingredienti per 4/6 persone
3 porri
350 g. di spinaci
6 uova
1 o 2 patate 
80 g di formaggio grattugiato
4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
una manciata di foglie di basilico o prezzemolo fresco
sale e pepe

Pulire e lavare bene i porri, tagliarli a rondelle, metterli in uno scolapasta e passarli qualche minuto nell'acqua fredda corrente e poi farli scolare bene.
Pulire i spinaci.
Sbucciare le patate e grattugiarle 
Mettere in una padella 4 cucchiai d'olio d'oliva extravergine e fare appassire i porri.
Aggiungere i spinaci e poi le patate grattugiate e portare a cottura basteranno 5 minuti.
Spegnere il fuoco e fare raffreddare.
A parte sgusciare le uova in un terrina, aggiungere il formaggio e sbattere energicamente con la frusta, aggiungere infine, il basilico tritato, sale e pepe.
Preparare la teglia per il forno
Prendere un foglio di carta da forno, bagnarlo e strizzarlo con le mani e metterlo sulla teglia da forno.
Unire i due composti quello di verdure cotte e quello d'uova sbattute e versarlo sulla carta da forno.
Mettere in forno a 180° per 30 o 40 minuti.
Lasciate raffreddare e buon appetito

Per saperne di più: 
I porri è un ortaggio del genere allium come le cipolle e l'aglio, ha la caratteristica d'essere povero di calorie ma con un alto contenuto di fibre, antiossidanti, Vitamina C, Vitamina B9. Secondo alcuni ricercatori, se inserito all'interno di un alimentazione equilibrata e ricca di frutta e verdura, grazie al contenuto di zolfo e antiossidanti può contribuire alla prevenzione di alcuni tipo di cancro.


lunedì 16 dicembre 2019

Tarte tatin di mele e filetto d'anatra affumicato

Una ricetta d'origine francese non sono un grande appassionato d'anatra o d'oca ma capita che a Natale tra i regali che ricevo, si possa trovare anche del filetto d'anatra affumicato. Un prodotto che personalmente avrei aggiunto ad un insalata ma avevo questa ricetta da un po' di anni in archivio e devo dire non è male. Se non vi regalano il filetto di anatra affumicato per Natale potete adoperare dello speck d'anatra o anche dello Speck Alto Adige .

Tarte Tatin di Mele e Filetto d'Anatra Affumicato
Ingredienti:
1 pasta sfoglia già pronta
2 Mele Golden Delicious
90 g di Filetto d'anatra affumicato già affettato
50 g di burro + 20 g. di burro per i stampini

Prendere le mele Golden lavarle, sbucciarle e tagliarle a fettine sottili.
Sciogliere 50 g di burro in una padella e fatele cuocere circa 5 minuti, devono appassire e non disfarsi.
Prendere la pasta sfoglia e ricavare quattro dischi di pasta sfoglia delle dimensioni dei stampi per le crostatine monoporzione.
Fate sciogliere venti grammi di burro e con un pennello imburrate gli stampi monoporzioni delle crostatine.
Ricavate quattro dischi di carta da forno da mettere sulla base dei stampi e poi pennellarli con del burro fuso.
Alternare come in foto le fettine di mele cotte con le fette di filetto d'anatra, se troppo grandi le fettine di filetto d'anatra le potete dividere in due, salare leggermente e pepe a proprio gusto.
Appoggiate poi i dischi di pasta sfoglia sulle mele e filetto d'anatra e fate andare il bordo tra la il composto e lo stampo.
Mettere in forno a 200 gradi per circa venti minuti, togliere dal forno e fate raffreddare 5 minuti, capovolgere e togliere lo strato di carta da forno, decorate con dei pistacchi o qualche foglia verde d'insalata e portare in tavola calda calde.

Per saperne di più :
In Europa la domesticazione dell'anatra è arrivata tardi dopo la gallina e l'oca, si preferiva lasciarle allo stato selvaggio. Nel Medioevo si preferiva adoperarla nei banchetti per scopi decorativi per il colore delle sue piume. 
Strano ma vero il 75% delle anatre vengono allevate in Asia per arricchire la loro dieta di grassi (in particolare le carni d'anatra sono ricche di grassi monoinsaturi), mentre in occidente viene considerata una carne con pochi grassi 5 g. di grassi su 100 g di carne. 
Con il termine "magret de canard " filetto d'anatra si intende una specialità francese della zona di Gers nel Sud Ovest, che distingue il petto dal filetto, anche se molti ritengono antica la preparazione questa è stata presentata solo nel 1965 dallo chef Andre Daguin, è ritenuta uno delle preparazioni preferite dai francesi nei giorni di festa, sia cucinata da prodotto fresco oppure come nel nostro caso affumicato.



domenica 6 gennaio 2019

Noci di Capesante con zucca e caviale (uova di lompo)

Per il blog propongo una ricetta del mio menù di Capodanno, sono alimenti che in genere non consumo ma come dire se non li mangio a Capodanno quando?
Ricetta semplice non avrei mai scommesso sull'abbinamento zucca e capesante invece è delicato e ricco di sapore nello stesso tempo.
Le capesante fresche in questo periodo arrivano dalla Normandia dall'Europa del Nord o dalla Galizia in Spagna che si affaccia sull'Oceano Atlantico della varietà chiamata Pecten Maximus mentre durante il periodo primaverile estivo più facile trovarle nel Mare Mediterraneo, la varietà chiamata Pecten Jacobaeus, in Italia uno dei mercati più rinomati per la Capasanta si trova a Chioggia.
Non ho adoperato il caviale perché nel mio supermercato era finito ho trovato solo le uova di lompo rosse che devo dire possono sostituire benissimo il caviale.
Ricordate che la capesante, come le vongole, ostriche e caviale è una delle è una delle fonti disponibili in natura della vitamina B12.

Noci di capesante con zucca e caviale
Ingredienti per 4 persone
12 noci di capesante preferibilmente fresche senza il corallo gia pulite
1 zucca Delica piccola o metà
1 vaso di uova di lombo rosso da 50 g
Qualche cucchiaio di farina
50 g di burro
50 g di parmigiano
Olio di oliva extravergine
Aneto
Sale e pepe

Si prepara il purè di zucca, pulire la zucca, togliere i semi, e la buccia, fate la polpa a fette e metterla a cuocere a vapore per una decina di minuti.
Una volta cotta prenderla e frullarla.
Metterla in un pentolino con il burro a pezzi, il parmigiano scaldare e trasformarla in una crema come un purè e tenere in caldo.
In un piatto mettere qualche cucchiaio di farina e fatevi passare le capesante.
In una padella fare un giro di olio e mettere le capesante a cuocere, al cottura dipende dalla grandezza se sono quelle piccole basta un minuto per parte, facendole girare una volta e tenerle un minuto a fuoco spento coperto, una volta spente fate un giro di sale e di pepe.
Componete il piatto, almeno tre per commensale, versando nel fondo il purè di zucca, aiutandovi magari con un cerchio per la forma adagiare sopra la capasanta, la punta di un cucchiaino di uova di lompo e qualche foglia di aneto.
Se piace potete aggiungere dell'olio di oliva a freddo.





martedì 31 ottobre 2017

Mouhalabieh con pistacchi e fichi ( Muhallabia)

Come sono fredde le notti nel deserto o sulle montagne del Golan, nessuno mai pensa al Medio Oriente come un luogo freddo. Eppure come il giorno la temperatura sale la notte scende moltissimo, tra le tende ci si scalda con una bevanda chiamata Sahlab, che viene fatta con latte caldo insaporito con un amido particolare chiamato Salep ricavato dai tuberi essicati e poi macinati d'alcune varietà d'orchidea come la Orchis Mascula. Orchis Militaris, Anacamptis morio.
Solo in pochi paesi si trova ancora il Salep come la Turchia, Siria, Libano, i tutti gli altri paesi a causa del pericolo dell'estinzione della pianta d'Orchidea la vendita è bandita.
Così si sostituisce il Salep con Amido di mais o farina di riso e si aggiunge zucchero e acqua di rose, caldo è un bevanda ristoratrice mentre freddo ha la consistenza di un budino, si deve muovere scuotendolo dicono le donne arabe, allora siamo di fronte a un Mouhalabieh o Muhallabia.
L'origine di questo dessert è molto antica e secondo più fonti la ricetta e l'uso delle polvere d'orchidea arriva dalla Persia, quando il Califfato Arabo conquista la Persia nel 651 d.c. il Califfato era guidato dalla dinastia Ommayade che assorbi la più ricca ed evoluta cultura persiana.
I cuochi a servizio della corte dell'ultimo Re Sasanide di Persia, dalla città di Ctesifonte vennero portati a Damasco, capitale del Califfato Arabo.
Da Damasco si diffuse questa ricetta in tutto i paesi del Califfato Arabo dalla Penisola Iberica, ai paesi del Nord Africa e in tutto il Medio Oriente compresa la Penisola Arabica, ogni popolazione ha poi elaborato una sua variante territoriale come c'è chi utilizza al posto del latte, il latte di mandorle oppure al posto della amido di mais, la farina di riso, oppure chi lo profuma con acqua di fior d'arancio.
Si ritiene che il Biancomangiare tipico della Sicilia, in particolare della zona di Modica, fatto con il latte di mandorle, sia il frutto dell'influenza della popolazione araba in Sicilia. 
Questa ricetta la utilizzo per più motivi, il primo è che è in grado d'accontentare tutti i commensali, anche i vegani, utilizzando il latte di mandorla al posto del latte vaccino.
Una ricetta low cost, che si può preparare d'anticipo e lasciarla in frigorifero già divisa in coppe, si abbina a frutta fresca e in particolare di frutta secca in tutte le stagioni, un risolvi dessert in poco tempo.

Mouhalabieh (Muhallabia) con pistacchi e fichi 
Ingredienti
1 litro di latte vaccino
50 g di Amido di Mais
100 g di zucchero
4 cucchiai d'acqua di rose alimentare 
Pistacchi triturati 1 cucchiaio per porzione più o meno 50g
3 fichi sodi e maturi

Si prendono 50 g o meglio qualche cucchiaio di latte dal litro di latte e si fa sciogliere l'amido di mais per non formare i grumi.
Si mettere il resto del latte a bollire
Si versa il latte dove avete scelto precedentemente l'amido di mais, unite anche lo zucchero e un pizzico di sale e si rimette sul fuoco mescolando come quando fate la crema per ottenere un composto un po' denso.
Spegnere e fare leggermente intiepidire e versare l'acqua di rose o acqua di fior d'arancio a piacere.
Versare nelle coppette individuali e mettere in frigorifero fino al momento di servire, potete prepararlo alcune ore prima, come la mattina per la sera. 
Prima di portare in tavola decorate con della frutta secca frantumata come i pistacchi e le nocciole e uno spicco di fico o altra frutta fresca a seconda della stagionalità lamponi, alchechengi, fragole o ciliegie.



venerdì 11 agosto 2017

Imam Bayildi, le melanzane dell' Imam in Turchia

Questa volta andiamo a Istanbul, la città tra Oriente e Occidente tra Europa e Asia, si tratta di uno dei piatti che caratterizza la cucina turca. Il nome tradotto vuole dire Imam svenuto pare che Imam svenne dalla bontà di questo piatto.
Non sappiamo se è vero, l'origine di questo piatto rimane avvolto nella storia, da un parte la melanzana è stata diffusa dagli arabi nel Mediterraneo nel VII ° secolo, dall'altra uno degli ingredienti, il pomodoro viene portato dalle Americhe, ma il consumo alimentare si diffuse solo nel XVIII° secolo, in quel momento in cui la gloria dell'impero Ottomano volgeva al tramonto.
Se seguiamo bene la storia popolare turca si tratta di un piatto che sta ad indicare "mangiare bene come un sultano" una pietanza degna del banchetto del sultano, per via di due ingredienti che una volta testimoniavano la ricchezza ad Istanbul: l'olio d'oliva e la frutta secca.
Bisogna spiegare che quando in questa ricetta ci si riferisce all'Imam ci si riferisce indirettamente al Sultano, in Turchia durante l'Impero Ottomano i Sultani si avvalsero del titolo di Califfo, come capo supremo dell'islam sunnita, pertanto anche del titolo d'Imam come guida morale e spirituale del paese.
La ricetta vuole offrire una rivalsa in cui ogni persona del popolo se voleva poteva sentirsi come un sultano, una pietanza ricca che poteva competere con la ricchezza dei sapori e dei profumi delle tavola del sultano.
Una diversa origine della ricetta viene fatta risalire ad alcuni immigrati della zona est della Turchia. oggi odierna Tokat, città fondata dagli Ittiti, si distingue per una grande comunità cristiano ortodossa in un paese islamico, la ricetta tipica di questa città è le melanzane ripiene di carne d'agnello e cipolla, chiamata Karniyarich.
Sembra che la ricetta sia stato diffusa a Istanbul dalle famiglie dei militari d'origine di Tokat, come il Osman Nuri Pashà, hanno solo sostituito il rosso della carne con il pomodoro, in quanto la carne era considerato un prodotto costoso mentre il pomodoro un prodotto più a buon mercato per la paga di un soldato.
Ancora oggi è un piatto molto apprezzato della cucina turca ma anche di tutti i paesi che hanno fatto parte dell'impero ottomano, dalla Grecia alla Moldavia, un piatto della cucina povera ma con un gran sapore.
Nonostante oggi tutti mettano l'aglio, nella ricette diffuse all'inizio del '900 l'aglio non è contemplato, ogni abitante di Istanbul vi dirà che ha la ricetta originale come a Vienna della Sacher Torte, come in questo caso ogni persona ha personalizzato la ricetta a seconda del proprio gusto.

Imam Bayildi, le melanzane dell'Imam (senza aglio)
Ingredienti per 4 persone:
2 melanzane
60 g di uvetta bionda secca
5 cipolle miste bianche e rosse
8 pomodori piccadilly
2 rametti di timo
qualche foglia di Basilico
Formaggio grattugiato (personale ingrediente aggiunto)
10 cl di olio d'oliva
sale
pepe
Procedimento:
Preriscaldare il forno a (180 °).
Prendere una pirofila da forno e coprirla con carta da forno.
Tagliare in due nel senso della lunghezza le melanzane, praticare dei tagli obliqui nella parte bianca interna.
Con un pennello immerso nell'olio pennellare la pelle violetta delle melanzane.
Mettere sulla carta forno le melanzane e irrorale con 4 cucchiai d'olio le melanzane la superficie bianca delle melanzane.
Mettere in forno almeno per venti- trenta minuti a seconda della grandezza delle melanzane.
Nel frattempo prendere uvetta bionda in un bicchiere con acqua calda per farla rinvenire.
I pomodori piccadilli potete se vi da fastidio la buccia e i semi, tuffarli acqua calda e togliere i semi.
Pulite e montate le cipolle e farle a pezzi.
Togliere le melanzane dal forno, vuotarle della polpa facendo attenzione a non rompere la buccia contenitore che va conservata e messa da parte.
In una padella con 4 cucchiai d'olio, mettere al cipolla a cuocere, se necessario aggiungere acqua, quasi cotta la cipolla aggiungere la polpa delle melanzane, dopo qualche minuti, i pomodori e poi l'uva bionda sgocciolata e portare a cottura (circa 15 minuti), spegnere e regolare di sale e pepe.
Prendere una pirofila da forno e coprirla con carta da forno, versare qualche goccio d'olio. Appoggiare i contenitori delle melanzane e farcire con il composto di cipolle, per fare formare la crosticina metto del formaggio grattugiato sopra. aggiungere poco olio, timo o basilico 
Cuocere in forno per 30 minuti.
Lasciate riposare e servite calde o fredde a vostro gusto.
Buon appetito.

La ricetta ha un costo di meno di 2 euro a porzione a dire il vero 1,5 euro a persone, Calorie dai 300 ai 350 kcal a porzione, dipende molto dalla quantità d'olio adoperato. Un piatto estivo comodo che si può preparare anche in anticipo.

mercoledì 7 giugno 2017

Hummus di ceci con gamberi e frutto della passione

Avevo degli ospiti a cena volevo preparare l'hummus di ceci ma mi sembrava troppo povero per una cena cosi mi sono messo in cerca di un idea culinaria e mi sono imbattuto in questa ricetta dello chef Cannavacciuolo.
Non ho molta simpatia per i chef in televisione ma devo dire che questa ricetta permette di servire un hummus più ricco e più raffinato.
Più che un hummus, una crema mediorientale che nella mia mente mi porta a Gerusalemme, è una crema di ceci, consiglio di cuocere i ceci in una pentola di terracotta ma potete anche prendere i ceci gia cotti, non è uguale ma se vi si siete dimenticati di metterli in ammollo.
Il frutto della passione, chiamato anche granadilla, è un piccolo frutto tropicale grande come un uovo, che arriva dal Brasile. La sua polpa fragrante contiene molti piccoli semi neri sono una buona fonte di fibra alimentare.
Sono stati fatti pochi studi clinici sul frutto della passione ma molti interessanti sull'utilizzo del succo e della buccia in particolare sull'Ipertenzione, un supplemento con aggiunta d'estratto di buccia del frutta della passione (una miscela di flavonoidi, acidi fenolici e antociani) è stato in grado di ridurre la pressione arteriosa sistolica e diastolica, senza alcun effetto secondario.
Uno studio sulle patologie degenerative delle articolazioni ha portato a considerare un'integratore con estratto di buccia e polpa di frutto della passione ha migliorato la funzionalità fisica riducendo le sintomatologie legate al dolore e la rigidità dell'osteoartrosi in particolare dell'osteoartrosi al ginocchio.
Altri studi in vitro per esempio riguardano il cancro ma necessitano di maggiori approfondimenti, quello che possiamo dire con sicurezza che si tratta di frutto ricco di d'antiossidanti in particolare antocianine della famiglia dei flavonoidi e fibre insolubili il cui ingerimento duranti i pasti contribuisce più rapidamente a fornire un senso di sazietà.



Hummus di ceci con Gamberi e Frutto della Passione
Ingredienti per 4 persone:
500 gr di ceci secchi
16 code di Gamberi
Salsa tahina q.b.
Olio q.b.
Basilico q.b.
2 Frutto della passione

Procedimento:
Lavare bene i ceci,
Mettere i ceci a bagno per 12 ore, almeno 3 litri d'acqua per 500 g di ceci.
Lavarli di nuovo e metterli in un recipiente di terracotta o coccio, coprirli con dell'acqua, cuocerli in genere ci vuole una ora e conservarli nella loro acqua.

Frullare i ceci aggiungendo l'acqua di cottura per ottenere una crema, aggiungere della salsa tahina a secondo del gusto, diciamo almeno 4 cucchiai, regolare di sale e pepe.
Pulire dei gamberi, tagliarli a metà e marinarli con olio e basilico.
Mettere i gamberi in una padella e cuocerli su ambo i lati.
Il mio consiglio è quello che invece in padella, cuocerli alla griglia su una carta da forno.
Mettere la crema di ceci nei piatti
Adagiarvi sopra i gamberi
Aggiungere la polpa del frutto della passione
Un goccio di olio d'oliva extra vergine, sale e pepe
Completare il tutto aggiungendo foglie di basilico.
Due versioni nel piatto piano e nella ciotola, complice due cene nello stesso periodo, devo dire che la versione in ciotola è stata più convincente.

martedì 23 maggio 2017

Insalata di piattoni al gorgonzola con uovo in camicia

Quant'è difficile abbinare i piattoni, non sai mai come mangiarli, tanti benefici per la salute ma come dargli un gusto un po' particolare, mi viene in aiuto Alain Ducasse.
Peccato, io l'avevo letta la ricetta sul suo libro Nature, ma chissà perché me l'ha ricordavo diversa, ho letto una cosa e me ne sono ricordato un altra, va beh tanto Ducasse mica si offende.
I suoi erano asparagi io ci ho messo i piattoni, l'uovo era alla coque e io l'ho fatto in camicia, lui metteva olio di noci io l'olio d'oliva, lui metteva il roquefort io il gorgonzola dolce, lui solo 40 g. di roquefort per 4 persone io un po di più, va beh un po' più del doppio (10 g di gorgonzola a persona non ce la posso fare), con il gorgonzola si va ad occhio, si attacca al coltello posso mica centellinarlo!
Ho sbagliato anche impiattamento non è bello da vedere cosi, allora perché ci fai vedere la ricetta se hai sbagliato tutto? Perché è buona, nonostante tutto, il periodo dei piattoni è breve ora o mai più.
Abbiamo fatto di meglio lo so, abbiate fiducia lo stesso.


Insalata di Piattoni al Gorgonzola con Uovo in camicia
Ingredienti per 4 persone :
4 uova
350 g di piattoni
80 g di gorgonzola dolce
2 cucchiai di grani di sesamo
1 c d'aceto di vino
1 c di senape
2 cucchiai di olio di noce (oppure olio d'oliva + 1 gheriglio di noce frullata)
sale e pepe
1 l di brodo di verdure

Montare e pulire i piattoni, lavarli in acqua fredda.
Scaldare il brodo di verdure e cuocerei piattoni circa 10 minuti, devono essere cotti ma non sfatti, scolarli e conservarli.
Fare a pezzi il gorgonzola.
Preparare un emulsione con aceto mostarda e olio e condire i piattoni.
Preparare le uova in camicia uno per volte in una pentola con acqua calda e un goccio d'aceto e metterli da parte.
In un piatto mettere i piattoni conditi, appoggiare l'uovo in camicia, aggiungere il gorgonzola , che secondo me è meglio schiacciare un po' con la forchetta, spolverare di sesamo, aggiungere pepe ed eventualmente altro condimento e qualche foglia di menta.
Buon appetito

Questa ricetta apporta circa 300 kcal e persona, con un buon rapporto qualità prezzo. I piattoni hanno un apporto calorico basso e un indice glicemico basso, durante una dieta ipocalorica sono consigliate di mangiare più porzioni durante la settimana perche hanno un alto indice di sazietà e diminuiscono il senso di fame tra un pasto e l'altro (magari anche senza o con poco gorgonzola ).

venerdì 31 marzo 2017

Torta di Mandorle, Pistacchi e Lime dei Caraibi

Le ricette nascono e crescono, ti seguono si evolvono, le si porta con se, sono come dei fermo immagine della propria vita.
La storia di questa Torta nasce in Oriente ed esattamente in Persia, dove sono stato per otto mesi, non ho inventato nulla, una torta di Mandorle e Pistacchi che si distingueva per il profumo d'acqua di rose e fior d'arancio, per una strano caso del destino mi ricordava l'Europa, in particolare Capri e la Caprese, ma senza cioccolato, limone e liquore, proibito nei paesi musulmani.
Un anno dopo mi trovavo già nelle Key's le isole della Florida ed esattamente a Key West, forse nel periodo più bello e felice della mia vita. Tutti i giorni mangiavo a colazione la Key Lime Pie, buonissima quella crema con il profumo di questo agrume, il lime ne basta poco ed è un sapore pungente, che nei dolci mi piace molto.
Ancora adesso quando sento il profumo del lime, la mia mente torna a quel cielo e mare azzurro che separa la Florida da Cuba. Trasformare le esperienze di vita in cucina, si mettono insieme le cose, i ricordi, gli ingredienti, possono non dire nulla ma nel bene e nel male sono parte della tua vita e delle tue esperienze.
Tutto si può sostituire in questa torta in modo particolare l'agrume, può essere fatta anche con il Cedro, l'Arancio, se non avete Lime adoperate dei limoni verdi, oppure come nell'originale l'acqua di fior d'arancio e l'acqua di rose.
Se proprio volete essere originali il Bergamotto oppure ancora lo Yuzu, l'agrume giapponese.
La farina di mandorle potete farla voi a casa frullando le mandorle già pulite con un po di zucchero, personalmente mi piace aggiungere un po di mandorle con la buccia perché danno una nota di gusto che non mi dispiace.
Il liquore adoperato è fatta in casa con lime come il limoncello, l'ho trovato qui , in alternativa altro liquore all'agrume che avete sempre scelto, ricordo che in Calabria hanno degli ottimi liquori al Bergamotto e al Cedro.


Torta di Mandorle, Pistacchi e Lime dei Caraibi

Ingredienti:
180 g. di farina di mandorle (oppure 130 g di mandorle pelate e 50 g mandorle con la buccia, qualche minuto in forno e poi frullate con 1 cucchiaio di zucchero)
40 g. di pistacchi sminuzzati non salati o in granella per dolci
50 g. fecola di patate
2 lime bio ( 1 bergamotto o 1 cedro )
5 uova bio
150 g di burro 
150 g di zucchero
1 bicchierino di liquore al lime (bergamotto o cedro)
1/2 bustina di lievito vanigliato per dolci
1 Bustina di zucchero a velo

Prendere le uova e due ciotole da cucina grande in una mettere i bianchi dell'uovo e riporre in frigorifero, nell'altro il rosso d'uovo, aggiungere lo zucchero è sbattere affinché il composto cambio il colore e fili, aiutatevi con uno sbattitore elettrico o una frusta a mano.
Recuperare le zeste dei lime, le bucce mi raccomando solo la buccia
Mettere nel mix le mandorle con 1 cucchiaio di zucchero per ottenere una farina di mandorle.
Mettere il burro a sciogliere a bagno maria.
Nel recipiente dei rossi d'uovo sbattuti con lo zucchero mettere, la farina di mandorle, i pistacchi tritati, le zeste del lime , fecola di patate, burro sciolto a bagnomaria e lavorate il tutto con la frusta a mano amalgamando il composto.
Prendere la ciotola dei bianchi d'uovo in frigorifero, aggiungere un pizzico di sale e montarli a neve ferma.
Aggiungere i bianchi montati al composto dal basso verso l'alto, piano, per non smontare le uova
Infine aggiungere prima il bicchierino di liquore al lime e girare con la frusta e poi aggiungere il lievito per dolci, circa mezza bustina.
Preparare la teglia per andare in forno, io metto carta da cucina, chi lo desidero può adoperare il metodo classico spalmare burro e poi spolverare di farina, girando la teglia per fare perdere la farina in eccesso.
Versare il composto della teglia e mettere in forno a 160° per circa 40 minuti, controllare con uno stecchino che la torta sia asciutta all'interno.
Tirare fuori dal forno, lasciare raffreddare e cospargere di abbondante zucchero a velo.

Per saperne di più:
Il Lime il cui nome Citrus aurantiifolia, non arriva dal Medio Oriente e nemmeno dalla Cina come altri agrumi ma dal Sud Est asiatico dai paesi come la Malesia e le Filippine.
A portarlo in Europa furono per primi gli arabi, in particolare in Andalusia e furono proprio i Spagnoli a portarlo in America, nei Caraibi e in Messico.
In Europa grandi quantità di Lime vennero portate dagli inglesi, che trasferirono le coltivazioni dalla Malesia all'India.
In parole molto semplici preferivano portare i lime dall'India che acquistare il limone dal Mediterraneo, un vezzo tipicamente inglese.
In America questa pianta si ambienta molto bene ed in pochi anni trova uso sia nei piatti tradizionali in cucina e nella produzione di sciroppi a livello industriale.
Il succo e le bucce di lime si abbinano molto bene la rhum e la canna da zucchero, viene utilizzato per i cocktail come Caipirinha, Mojito, i dolci come la Key Lime Pie, il lime è uno di componenti fondamentali per la marinata per preparazione del ceviche il pesce crudo marinato del Perù, famoso in tutto il mondo.
Interessante uso che viene fatto in Medio Oriente dove i lime vengono seccati  e poi ridotti in polvere e adoperati in cucina come spezie, viene chiamata polvere di limone..
In Iran si usano per dare gusto alle zuppe, in Iraq invece si aggiunge al riso per dare profumo oppure all'olio di oliva per renderlo più aromatico..
Senza rendermene conto ho adoperato il lime per fare questa ricetta che è un ingrediente della cucina iraniana, in una torta d'origine iraniana ma che avevo sempre mangiato con acqua di fior d'arancio e l'acqua di rose.


lunedì 13 febbraio 2017

Caviale di Carote Vagabonde

Non so se capita anche a voi d'incominciare una ricetta e poi realizzarne un altra. Perché strada facendo cambio idea, perché il gusto non mi piace e non mi soddisfa.
Cosi è nata questa ricetta di caviale di carote che avevo letto in un libro vegetariano inglese, ma mentre la stavo realizzando non mi convinceva, sentivo che il sapore non andava bene, non era gradevole cosi ho corretto la ricetta al mio personale gusto per renderla più interessante, ecco il perchè del termine vagabonde.
Ho aggiunta la tahina che ha dato cremosità, qualche cucchiaio di ceci lessato, limone e qualche cucchiaio di senape e ora si che sa di qualcosa.
Una ricetta che si presta ad essere protagonista delle tavole dei vegetariani e anche dei vegani, un antipasto gradevole su  dei crostini ma io ho preferita accompagnarla a della focaccia calda con un cucchiaio vicino in modo che ognuno ne prenda la quantità desiderata.
Per tutti quelli che non hanno in casa della tahina, o hanno problemi d'allergia o intolleranza con il sesamo suggerisco per dare cremosità aggiungere la polpa di mezzo avocado maturo al posto della tahina.
L'origine della carota: forse pochi sanno che la carota è originaria dell' Afghanistan, tutt'ora si possono trovare carote nei campi radici di carote rosso e marrone. Dall' Afghanistan arrivano in Medio Oriente, Asia, e Europa, dove invece si trovava la carota bianca. La carota arancione è invece un prodotto relativamente recente, fu inventata in dai giardinieri in onore del Principe d'Orange, da un incrocio tra la carota bianca e rossa, La famiglia d'Orange è oggi la casa Regnante dei Paesi Bassi. . 

Caviale di Carote Vagabonde
Ingredienti:
3 carote arancioni 
60 g grani di sesamo
6 cl olio di sesamo
8 cl olio extra vergine d'oliva
1 bouquet di prezzemolo
Aggiunta
qualche cucchiaio di ceci
1 o 2 cucchiai di tahina o mezzo avocado
1 o 2 cucchiaini di senape di Dijone
una fettina di limone
qualche foglia di menta
1 carota grattugiata, un pezzettino di zenzero fresco

Il giorno prima o la mattina per la sera fate marinare le carote tagliate a piccoli pezzi, con olio di sesamo  e l'olio d'oliva, il prezzemolo, sale e pepe, coprire con pellicola trasparente e lasciate marinare.
Il giorno dopo scolare le carote della marinata e cuocerle a vapore per solo qualche minuto, leggermente cotte la ricette originale invece saltava la cottura e metteva tutto al frullatore..
Metterle in un mix di cucina con qualche cucchiaio della marinata, la tahina (oppure la polpa di mezzo avocado maturo), qualche cucchiaio di ceci, 1 cucchiaino di senape, qualche goccia di succo di limone.
Fate frullare provate la salsa, se serve aggiungere un giro d'olio extra vergine d'oliva, tahina che rende il composto più cremoso, senape, limone e regolate di sale e pepe.
Mettere il caviale nel piatto, un filo d'olio d'oliva e mettere in frigorifero. Prima di servire aggiungere un po di carota grattugiata e qualche foglia di menta e se volete uno spolverata di zenzero macinato o grattugiate del zenzero fresco.



domenica 30 ottobre 2016

Come fare mangiare lo sgombro fresco ai bambini? Sgombro alla mediterranea e sgombro alla nordica

Claudia M, Viareggio: Hai qualche idea per fare mangiare lo sgombro ai bambini?

Fare mangiare il pesce ai bambini non è facile, perché fanno le scelte in base al loro senso del gusto che è differente rispetto al senso del gusto dell'adulto.
È inutile dire dell'importanza che riveste il pesce azzurro ed in particolare lo sgombro, ricco d'omega 3 che è in grado d'accompagnare il bambino in questa fase di crescita. Il contenuto d'Omega3 è importante non solo per i bambini ma anche per gli adulti, sono refrettari al pesce come i bambini, ma ricordate è molto meglio assumere il pesce a tavola che assumere i supplementi.
Come fare per i bambini? Bisogna giocare d'astuzia o molto semplicemente ascoltare i bambini, lasciate stare le ricette che ci sono nei libri di cucina sono ricette che si facevano una volta, sono ricette per adulti ricche di aglio e cipolla che i bambini non gradiscono.
I bambini fanno difficoltà a mangiare lo sgombro per tre motivi principali: l'odore, le spine e il sapore. L'odore perché lo sgombro è ricco di grassi buoni ma che deperiscono molto facilmente ed emanano quel caratteristico odore di pesce che i bambini che hanno olfatto sensibile non è gradito. Attenzione non è solo un problema di facile deperibilità del pesce anche una cottura non idonea può dare cattivo odore allo sgombro,
Le spine, lo sgombro è pesce buonissimo ma pieno di spine, i bambini hanno la fobia delle spine del pesce, la migliore soluzione solo i filetti che grazie a dio li troviamo già pronti al supermercato, ma se siete delle brave chef potete farlo anche a casa ma dovete allenarvi un po' per imparare a ricavare dei filetti dal pesce.
Il gusto, non è sempre gradito quello delle ricette classiche, ci sono più modalità per rendere lo sgombro più interessante, come preparare il pesce con ingredienti che ai bambini risultano più graditi oppure molto apprezzato dai sei anni in poi è rendere il sapore del pesce più gradevole con una salsa.
Una sola attenzione in particolare per i bambini inferiori a tre anni, che possono avere già avuto problemi con alimenti che rilasciano istamina. Lo sgombro deve essere fresco in caso contrario sono possibili delle reazioni allergiche nei bambini più sensibili all'istamina. Quindi non è sufficiente che il pesce non sia fresco, ma nello sgombro l'odore di non fresco è più forte che in altri pesci, bisogna che sia una sensibilità ad alimenti che rilasciano istamina. 
Vediamo queste due ricette che prevedono cotture breve a filetti, sane e poi vorrei anche sottolineare ottimo rapporto qualità / prezzo di questo pesce.

Sgombro alla Mediterranea
Una delle ricette più semplici adatte ai bambini con ingredienti che loro conoscono e apprezzato come i pomodori qualche oliva e qualche cappero con il basilico.
Ingredienti per quattro persone
2 sgomberi cioè quattro filetti di sgombro puliti
200 g pomodorini datterini
qualche foglia di basilico
olio extra vergine d'oliva
qualche cappero e qualche oliva a secondo del gusto
sale

Pulire bene gli sgombri tamponarli con la carta da cucina
Prendere una terrina per andare in forno, rivestirla con carta da forno
Un filo d'olio extra vergine d'oliva
Mettere sopra i filetti di pesce
Distribuire i pomodori datterini fatti a piccoli pezzi
qualche cappero o oliva per insaporire
foglia di basilico
Un filo d'olio extravergine d'oliva
Mettere la terrina in forno a 150°-170° per dieci max quindi minuti
Il tempo è importante perché per essere gradevole e delicato al palato deve cuocere poco.
Una volta cotta spegnere e portare in tavola
Buon Appetito


Sgombro alla Nordica

Ho vissuto il Svezia un anno e in questo paese mangiano il pesce in particolare il salmone con le salse. Ogni volta che andavo al ristorante era uno lotta tra me e i camerieri per non farmi mettere le salse sul pesce. Appena mi giravo mi ritrovavo un cucchiaio di salsa sul pesce, che mi irritava non poco.
Ho pensato a questa salsa per fare piacere ai bambini e ai ragazzi lo sgombro. Più che tendere a coprire il sapore e l'odore, la salsa lo esalta gli da un sapore più forte, mi dicono non sembra neanche pesce. Si tratta di una tipica salsa che in Svezia servono sul salmone l'ho un po' rivista e corretta per adeguarla al sapore dello Sgombro.
Personalmente preferisco mettere la salsa sul dorso, sulla pelle del pesce, che assimila il sapore più delicatamente, oppure direttamente sulla parte bianca del filetto è solo una questione di gusto.

Ingredienti:
2 Sgombri o 4 filetti di Sgombro
Sale  e  pepe
Per la salsa
2 cucchiai di senape
1 cucchiaio e mezzo l'olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di miele

Pulire bene gli sgombri tamponarli con la carta da cucina.
Prendere una terrina per andare in forno, rivestirla con carta da forno.
Mettere il pesce con un filo di olio sale a riposare qualche minuto in un piatto fondo.
Preparare la salsa in una ciotola o in una tazza amalgamare gli ingredienti della salsa prima la senape, poi il miele e poi l'olio extra vergine d'oliva.
Prendere il pesce e metterlo sulla terrina con la pelle verso di voi come in foto e mettere un po di salsa sopra, non aggiungere olio.
Potete anche mettere il pesce con il verso della pelle sulla carta del pesce, per poi il pesce assorbe più salsa, la prima volta forse è meglio fare come ho scritto prima.
Mettere la terrina in forno a 150*-170° per dieci max quindi minuti
Il tempo è importante perché per essere gradevole e delicato al palato deve cuocere poco.
Una volta cotta spegnere e portare in tavola, io preferisco impiattarlo capovolto con il filetto a faccia in sù e la salsa sotto, potete aggiunge se piace la salsa sopra e accompagnare con un contorno gradevole e colorato un po' insolito come il pomodoro e uva o kiwi e prugne.