Visualizzazione post con etichetta antipasti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta antipasti. Mostra tutti i post

mercoledì 22 luglio 2020

Peperoni rossi con burro, acciughe, timo e basilico (per chi è intollerante all'aglio)

Questa ricetta si tratta di una variante molto personale alla classica ricetta da antipasto piemontese di peperoni con "bagna cauda", sono intollerante all'aglio, ma non voglio rinunciare a questo gustoso  abbinamento e come per altre preparazioni devo rielaborare per forza le ricette.
Per rendere la preparazione gustosa probabilmente basterebbe il solo sapore delle acciughe e del peperone ma ho aggiunto le erbe aromatiche come timo e basilico e nel trito di pangrattato un po' di formaggio grattugiato.
Una ricetta non eretica ma più semplice con aggiunta di erbe aromatiche come timo e basilico che si adattano bene alla stagione estiva.

Peperoni rossi con burro, acciughe, timo e basilico
Ingredienti per 4/8 persone
2 peperoni rossi
8 filetti di acciughe sott'olio
60 g di burro
2 cucchiaio di pangrattato
1 cucchiaio di formaggio grattugiato
4 rametti di timo
1 rametto di basilico, pepe

1. Preriscaldare il forno 200 gradi). Lavare e asciugare i peperoni. Posizionarli in una teglia sotto la griglia del forno.
2. Cuocere in forno per circa 30 minuti, girando i peperoni di tanto in tanto per farli cuocere in modo uniforme.
3. Togliere dal forno e coprire la teglia con i peperoni con uno strofinaccio da cucina oppure chiudere i peperoni in un sacchetto e lasciarli raffreddare (almeno 30 minuti) e poi sbucciarli. La pelle cosi si staccherà più facilmente. Pulirli all'interno togliendo i semi, dividerli in quattro metterli in una teglia coperta di carta da forno.
4. Mettere sopra i peperoni qualche fiocco di burro, un acciuga per pezzo, cospargere di pangrattato, una spolveratina di parmigiano, metà del timo e una foglia di basilico.
5. Fate cuocere in forno il tempo di sciogliere il burro, tirare fuori dal forno, aggiungere il resto del timo e un macinata di pepe e portare in tavola tiepidi.





lunedì 16 dicembre 2019

Tarte tatin di mele e filetto d'anatra affumicato

Una ricetta d'origine francese non sono un grande appassionato d'anatra o d'oca ma capita che a Natale tra i regali che ricevo, si possa trovare anche del filetto d'anatra affumicato. Un prodotto che personalmente avrei aggiunto ad un insalata ma avevo questa ricetta da un po' di anni in archivio e devo dire non è male. Se non vi regalano il filetto di anatra affumicato per Natale potete adoperare dello speck d'anatra o anche dello Speck Alto Adige .

Tarte Tatin di Mele e Filetto d'Anatra Affumicato
Ingredienti:
1 pasta sfoglia già pronta
2 Mele Golden Delicious
90 g di Filetto d'anatra affumicato già affettato
50 g di burro + 20 g. di burro per i stampini

Prendere le mele Golden lavarle, sbucciarle e tagliarle a fettine sottili.
Sciogliere 50 g di burro in una padella e fatele cuocere circa 5 minuti, devono appassire e non disfarsi.
Prendere la pasta sfoglia e ricavare quattro dischi di pasta sfoglia delle dimensioni dei stampi per le crostatine monoporzione.
Fate sciogliere venti grammi di burro e con un pennello imburrate gli stampi monoporzioni delle crostatine.
Ricavate quattro dischi di carta da forno da mettere sulla base dei stampi e poi pennellarli con del burro fuso.
Alternare come in foto le fettine di mele cotte con le fette di filetto d'anatra, se troppo grandi le fettine di filetto d'anatra le potete dividere in due, salare leggermente e pepe a proprio gusto.
Appoggiate poi i dischi di pasta sfoglia sulle mele e filetto d'anatra e fate andare il bordo tra la il composto e lo stampo.
Mettere in forno a 200 gradi per circa venti minuti, togliere dal forno e fate raffreddare 5 minuti, capovolgere e togliere lo strato di carta da forno, decorate con dei pistacchi o qualche foglia verde d'insalata e portare in tavola calda calde.

Per saperne di più :
In Europa la domesticazione dell'anatra è arrivata tardi dopo la gallina e l'oca, si preferiva lasciarle allo stato selvaggio. Nel Medioevo si preferiva adoperarla nei banchetti per scopi decorativi per il colore delle sue piume. 
Strano ma vero il 75% delle anatre vengono allevate in Asia per arricchire la loro dieta di grassi (in particolare le carni d'anatra sono ricche di grassi monoinsaturi), mentre in occidente viene considerata una carne con pochi grassi 5 g. di grassi su 100 g di carne. 
Con il termine "magret de canard " filetto d'anatra si intende una specialità francese della zona di Gers nel Sud Ovest, che distingue il petto dal filetto, anche se molti ritengono antica la preparazione questa è stata presentata solo nel 1965 dallo chef Andre Daguin, è ritenuta uno delle preparazioni preferite dai francesi nei giorni di festa, sia cucinata da prodotto fresco oppure come nel nostro caso affumicato.



lunedì 16 settembre 2019

Fichi caramellati, crema di pecorino e culatello

Un'idea devo dire nata per servire pecorino, fichi e culatello in modo più adatto ad un pranzo con ospiti.
Si tratta di una besciamella al pecorino, dei fichi spadellati con zucchero di canna e del salume come il culatello che si può sostituire con dello speck o del prosciutto crudo stagionato tagliato sottile.
Un gusto dolce salato molto piacevole come antipasto.

Fichi caramellati, crema di pecorino e culatello
Ingredienti per 4 persone:
120 g. di culatello affettato sottilmente (o speck o prosciutto crudo stagionato)
4 fichi grandi o 8 medio piccoli
una noce di burro
3 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di brandy (facoltativo)
25 g. di burro
25 g. di farina 
250 g di latte
100 g di formaggio pecorino fresco + 50 g di pecorino stagionato

Preparazione della Crema di Pecorino: si prepara come una besciamella si fa sciogliere il burro in un pentolino a fuoco basso, si aggiunge la farina e si mescola per non fare formare grumi, si fa tostare e poi si aggiunge il latte e si gira meglio con una frusta da cucina fino a che non si addensa come una besciamella alla fine si aggiunge il pecorino fresco e stagionato grattugiato  e si regola di sale e pepe, deve avere la stessa consistenza di una crema.
Preparazione dei Fichi Caramellati: si sbucciano i fichi e gli si dividono in due o 4 spicchi a seconda della dimensione, in una padella si fa spennellare con poco burro, si mettono i fichi e dopo poco si mette lo zucchero di canna per farli caramellare, dopo qualche minuto se vi piace aggiungere un cucchiaio di brandy, fate attenzione non cuocere troppo i fichi altrimenti tirano fuori molta acqua.
Preparazione dei piatti: mettere nei fondi dei piatti la crema al pecorino, aggiungere sopra i fichi caramellati e poi il culatello oppure altro salume a scelta tagliato sottilmente, potete poi aggiungere qualche foglia di prezzemolo per decorazione.


lunedì 15 luglio 2019

Tapenade di fichi secchi e rosmarino

Ricetta al volo richiesta da tutti gli amici che hanno partecipato alla cena del 14 Luglio, una ricetta semplice che consente d'adoperare i fichi secchi che magari si hanno in casa. Una ricetta  mediterranea con il profumo del rosmarino, le olive nere, i capperi e il limone.
Non ho fato in tempo a fare una bella presentazione magari l'aggiungo in un secondo tempo.

Tapenade di fichi secchi e rosmarino
Ingredienti:
100 g. di fichi secchi
150 g. di olive nere snocciolate ( olive greche Kelemata, olive nere di di Gaeta, olive ligure taggiasche)
1 succo di limone 
1 o 2 cucchiai di senape delicata a seconda del gusto oppure forte
1 cucchiaio di capperi sotto sale puliti con l'acqua
1 cucchiaio di rosmarino tritato (oppure del timo)
olio d'oliva extra vergine circa 100 ml
sale e pepe


Mettere i fichi secchi ad ammollare nell'acqua bollente circa 40 minuti
Scolarli e mettere un po' d'acqua dei fichi da parte, ridurre i fichi a piccoli pezzi
Mettere nel robot da cucina i fichi, le olive nere denocciolate, 2 cucchiai di succo di limone, la senape, i capperi dissalati, il rosmarino, 1 o 2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva, mescolare per ottenere un composto granuloso.
Assaggiare il composto per regolarlo di gusto con limone, senape, sale e pepe.
Aggiungere olio di oliva fino ad arrivare ad una consistenza a voi gradita eventualmente aggiungendo qualche cucchiaio d'acqua di vegetazione dei fichi al posto dell'olio.
Una tapenade da mettere sul pane fresco, io consiglio su dei pomodorini ciliegia o sul pomodoro datterino.






giovedì 22 febbraio 2018

Labneh libanese con melograno, pistacchi e menta

Andiamo in Medio Oriente per conoscere una delle preparazioni antiche più note il labneh
Alcuni documenti storici sull'alimentazione dell'Antico Regno Egizio, ci parlano del labna. In Egitto il clima era molto caldo, non si poteva mantenere il latte fresco cosi parte veniva trasformato in yogurt, da cui si produceva il labna una crema di formaggio molle.
Secondo alcune fonti storiche furono proprio gli Ebrei che guidati da Mosè verso le terre di Canaan portarono dall'Egitto in Medio Oriente la ricetta della preparazione del Labneh.
Secondo altre fonti invece furono gli Ebrei, popolo nomade che quando si spostarono nelle terre sul delta del Nilo portarono la preparazione del Labneh in Egitto.
Quello che noi oggi possiamo affermare è che il Labneh, Labni, Lebnio o Labna  che da noi è più conosciuto come prodotto fresco dai beduini, i nomadi del deserto, tradizionalmente veniva essiccato a forma di palline e ricoperte di erbe e spezie, in modo comodo si superava il problema della conservazione e del trasporto. Una tradizione che se non chiarisce l'origine però spiega le ragioni della diffusione in un territorio di tribù nomadi.
Il Labneh è una delle preparazioni più popolare degli antipasti "mezze", solitamente viene servito aromatizzato con la menta, il timo e l'olio d'oliva accompagnato da pane pita.
Il suo sapore dipende in gran parte dal tipo di latte utilizzato: il labneh del latte vaccino ha un sapore piuttosto delicato, ma più frequentemente si usa il latte di pecora, capra in Arabia Saudita e in altri paesi del Golfo si utilizza anche il latte di cammella o di dromedaria.
A incidere sul suo sapore è anche l'olio d'oliva, le spezie e le erbe aromatiche, in Oriente spesso si usa lo Za'atar, un misto d'erbe e spezie locali.
Nei paesi da me frequentati cioè Iraq, Giordania, Libano, Palestina, Israele, il Labneh viene prodotto togliendo il liquido dallo yogurt fino a ottenere una consistenza simile a quella di un formaggio cremoso.
Semplicemente bisogna fare in modo che lo yogurt perda la sua parte d'acqua, ci vuole qualche ora, il risultato e un composto cremoso con un sapore che ricorda la panna acida ma più inteso, mi piace servirlo come antipasto, per renderlo più tipico ho aggiunti i pistacchi, il melograno e la menta che rappresentano molto il Medio Oriente.
In questa preparazione mi piace adoperare lo yogurt greco perchè è già denso, mi accelera i tempi, rende di più, ma potete anche usare un comune yogurt di latte intero.

Labneh libanese con melograno, pistacchi e menta
Ingredienti per sei/otto persone:
250 g di yogurt Greco bianco intero o a ridotto contenuti di grassi
250 g di yogurt di pecora o capra bianco
Olio d'oliva extra vergine
20 g di pistacchi sgusciati
50 g di chicchi di melograno
qualche foglia di menta
Strumenti:
Garza o pezzo di stoffa cotone bianco
Colino

Miscelare i due yogurt con due pizzichi di sale in una ciotola.
Ricoprire di garza o cotone il fondo di un colino.
Appoggiarlo a una ciotola o un pentolino in modo da raccogliere l'acqua che scende dalla garza.
Versare la miscela dei due yogurt, chiudere con una garza e appoggiare sopra un peso, tipo una scatola di piselli o tonno, in questo modo si accelera il processo di perdita del liquido.
Mettere in frigorifero.
In genere bastano 12 ore per un labneh cremoso ma 24 ore garantiscono un labneh più consistente.
Tolgo la garza dal colino, ricavo il labneh che metto in un contenitore ermetico chiuso in frigorifero, dove si conserva anche 1 settimana.
Al momento di servirlo, lo metto in una ciotola aggiungo il sale e l'olio d'oliva e mescolo, guarnisco sopra con i chicchi di melograno, pistacchi e foglie di menta.

giovedì 25 gennaio 2018

Tortino di formaggio gorgonzola e mascarpone con albicocche secche, pistacchi e nocciole

Ricetta molto originale e dal gusto ricco, qualche anno indietro la proponevo come terrina me poi ho trasformato la ricetta in tortino individuale di formaggio, nascosto da foglie d'erbette e decorato con panna montata salata con aneto e buccia di clementine.
Nata come ricetta estiva da mangiare sul pane con qualche pomodoro, l'ho trasformata per un antipasto di un menù delle feste per l'inverno.
Si può sostituire le erbette, con le foglie di spinaci oppure delle foglie di radicchio di verona a seconda della disponibilità stagionale.
Se poi siete in vena di golosità ad d'effetto wow si può aggiungere alla fine del composto di formaggio circa 200 g di panna montata!


Tortino di formaggio gorgonzola e mascarpone con albicocche secche, pistacchi e nocciole

Ingredienti per sei tortini o 1 terrina da plum cake:
250 g di formaggio mascarpone
250 g di gorgonzola cremoso
100 g di albicocche secche
30 g di nocciole tostate
30 g di pistacchi non salati
1 mazzo di erbette
2 cucchiai da tè di miele
Mezzo limone
1,5 foglio di gelatina (o due fogli di gelatina)
per decorare
3 clementine
Aneto
100 g di panna da montare

Mettere a bagno i fogli di gelatina in acqua fredda
Fate scottare le erbette in acqua bollente qualche minuto, scolarle e metterle in acqua fredda e ghiaccio per non farle perdere il colore. Poi prenderle una a una e tamponarle con carta da cucina o uno strofinaccio per asciugarle bene. Se il centro e troppo coriaceo va tolto deve rimanere solo la parte verde. Al posto delle erbette potete adoperare anche gli spinaci oppure il radicchio.
Fare sciogliere sul fuoco lento a bagnomaria insieme il gorgonzola con il mascarpone, quando sono ben sciolti, prendere la gelatina strizzarla bene bene e farlo sciogliere nel composto di formaggio, togliere dal fuoco e fare raffreddare.
Intanto tagliare a piccoli pezzi le albicocche secche.
Preparare i ramequin o i contenitori per i tortini, andrebbero rivestiti di carta trasparente per alimenti, io preferisco imburrargli leggermente con del burro fuso e un pennello da cucina.
Rivesto i contenitori dei tortini di foglie d'erbette.
Amalgamo al composto di formaggio, le albicocche secche, le nocciole, i pistacchi, il miele e qualche goccia di limone.
Suddivido il composto nel contenitori e chiudo delicatamente con le foglie d'erbette.
Metto a riposare il frigorifero per almeno 5 ore.
Potete anche prepararli uno o due giorni prima.
Al momento di servire prelevo le bucce da una clementina o o un arancia, taglio a fette le clementine, monto la panna senza zucchero e alla fine unisco l'aneto tagliato.
Tolgo il pirottini dal frigorifero e sformo i tortini
Adopero le fette delle clementine come base, appoggio i tortini, forme delle quenelle di panna e aneto e le metto sopra decorando con aneto e zeste ( bucce) di clementine.


lunedì 13 febbraio 2017

Caviale di Carote Vagabonde

Non so se capita anche a voi d'incominciare una ricetta e poi realizzarne un altra. Perché strada facendo cambio idea, perché il gusto non mi piace e non mi soddisfa.
Cosi è nata questa ricetta di caviale di carote che avevo letto in un libro vegetariano inglese, ma mentre la stavo realizzando non mi convinceva, sentivo che il sapore non andava bene, non era gradevole cosi ho corretto la ricetta al mio personale gusto per renderla più interessante, ecco il perchè del termine vagabonde.
Ho aggiunta la tahina che ha dato cremosità, qualche cucchiaio di ceci lessato, limone e qualche cucchiaio di senape e ora si che sa di qualcosa.
Una ricetta che si presta ad essere protagonista delle tavole dei vegetariani e anche dei vegani, un antipasto gradevole su  dei crostini ma io ho preferita accompagnarla a della focaccia calda con un cucchiaio vicino in modo che ognuno ne prenda la quantità desiderata.
Per tutti quelli che non hanno in casa della tahina, o hanno problemi d'allergia o intolleranza con il sesamo suggerisco per dare cremosità aggiungere la polpa di mezzo avocado maturo al posto della tahina.
L'origine della carota: forse pochi sanno che la carota è originaria dell' Afghanistan, tutt'ora si possono trovare carote nei campi radici di carote rosso e marrone. Dall' Afghanistan arrivano in Medio Oriente, Asia, e Europa, dove invece si trovava la carota bianca. La carota arancione è invece un prodotto relativamente recente, fu inventata in dai giardinieri in onore del Principe d'Orange, da un incrocio tra la carota bianca e rossa, La famiglia d'Orange è oggi la casa Regnante dei Paesi Bassi. . 

Caviale di Carote Vagabonde
Ingredienti:
3 carote arancioni 
60 g grani di sesamo
6 cl olio di sesamo
8 cl olio extra vergine d'oliva
1 bouquet di prezzemolo
Aggiunta
qualche cucchiaio di ceci
1 o 2 cucchiai di tahina o mezzo avocado
1 o 2 cucchiaini di senape di Dijone
una fettina di limone
qualche foglia di menta
1 carota grattugiata, un pezzettino di zenzero fresco

Il giorno prima o la mattina per la sera fate marinare le carote tagliate a piccoli pezzi, con olio di sesamo  e l'olio d'oliva, il prezzemolo, sale e pepe, coprire con pellicola trasparente e lasciate marinare.
Il giorno dopo scolare le carote della marinata e cuocerle a vapore per solo qualche minuto, leggermente cotte la ricette originale invece saltava la cottura e metteva tutto al frullatore..
Metterle in un mix di cucina con qualche cucchiaio della marinata, la tahina (oppure la polpa di mezzo avocado maturo), qualche cucchiaio di ceci, 1 cucchiaino di senape, qualche goccia di succo di limone.
Fate frullare provate la salsa, se serve aggiungere un giro d'olio extra vergine d'oliva, tahina che rende il composto più cremoso, senape, limone e regolate di sale e pepe.
Mettere il caviale nel piatto, un filo d'olio d'oliva e mettere in frigorifero. Prima di servire aggiungere un po di carota grattugiata e qualche foglia di menta e se volete uno spolverata di zenzero macinato o grattugiate del zenzero fresco.



mercoledì 7 dicembre 2016

Hummus di Zucca Marina di Chioggia

Un hummus dal sapore un po' diverso del solito, diciamo che ai miei amici di Gerusalemme farebbe sbellicare dal ridere, ma tanto loro non lo sanno, non glielo diciamo che l'hummus si può fare anche con la zucca.
Questo perché loro non conoscono le nostre zucche e il nostro utilizzo della zucca in cucina, hanno delle varietà di zucca diverse più simile alla zucca napoletana che alla zucca di Chioggia o Mantovana.
Io penso che la varietà della zucca sia importante per la riuscita di una ricetta, io consiglio una Zucca Marina di Chioggia che è verde e dura fuori e una polpa giallo arancione leggermente zuccherina con una nota salata che esalta le proprietà gustative, grazie alla salsedine degli orti lungo il litorale di Chioggia,  in alternativa potete usare una Zucca Mantovana, che una polpa sempre bella arancione e pastosa.
Anche questa volta non è proprio una ricetta seria, basta avere un frullatore, non ci vuole molto, consiglio solo di cucinare la zucca al vapore invece di lessarla, in questo modo il suo sapore si preserva di più.
Si tratta di un hummus senza aglio perché io non lo tollero anche se so che contribuisce a dare sapore io non lo uso e preferisco aggiungere più paprika, sale e pepe.
Dal punto di vista nutrizionale l'hummus è interessante per utilizzo della tahina, la salsa di sesamo, che contiene uno degli amminoacidi essenziali la metionia, che deve assunta solo tramite l'alimentazione perché il nostro corpo non è in grado di sintetizzarla. Gli altri amminoacidi essenziali sono fenilalanina, isoleucina, istidina, leucina, lisina, treonina, triptofano, valina.
La cultura del sesamo ha origine molto antiche fu portata in occidente dai soldati Romani che erano stati in Medio Oriente, dal momento che era un alimento molto facile da portare. I soldati romani lo portavano nella loro sacca e lo diffusero in tutto l'impero, usavano pestarlo per insaporire il pane che veniva dato ai soldati.
Si può fare anche in casa la tahina basta tostare i semi di sesamo metterli in un frullatore aggiungere olio d'oliva sufficiente per ottenere una purea .
Ricordate che il sesamo è anche uno degli alimenti più allergizzanti, quindi chiedete sempre prima ai commensali se hanno dei problemi con il sesamo, ci sono ben 2 milioni d'italiani che sono potenzialmente allergici al sesamo.

Hummus di Zucca
Ingredienti:
200 g di Zucca Marina di Chioggia o Zucca Mantovana già pulita
1 confezione di ceci in scatola già cotti
2 cucchiai di tahina
il succo di mezzo limone
1 cucchiaio di cumino
1 ciuffo di prezzemolo
Olio d'oliva extra vergine
paprika
sale e pepe

Cuocere la zucca al vapore oppure lessare la zucca
Prendere un robot da cucina oppure un frullatore
Mettere la zucca cotta
I ceci scolati della loro acqua di cottura conservando l'acqua di cottura
Il succo di mezzo limone
Due cucchiai di tahina
Il cumino
Un po' del prezzemolo lavato
Un po' di paprika
sale e pepe
1 o 2 cucchiai d' Olio d'oliva extra vergine
Frullate per ottenere una crema, se troppo dura potere aggiungere un po di acqua dei ceci che avete messo da parte, se invece troppo liquida ( se avete lessato la zucca)  potete aggiungere del pangrattato.
Consiglio sempre d'assaggiare la preparazione in modo da regolare di sale, pepe, paprika e limone.
Mettere in una ciotola, decorare con un cucchiaio di ceci cotti, un pizzico di paprika, un giro d'olio d'oliva extra vergine, una foglia di salvia e accompagnare con del pane o grissini.


mercoledì 19 ottobre 2016

Mozzarella di Bufala, con fagiolini, pesto, pistacchi e zeste di clementini

Diciamolo subito non è una ricetta vera e propria, un piatto nato in un momento di blues, è in questi momenti che mi viene la creatività in cucina. 
In questo periodo mi ritrovo a mangiare da solo, arrivo a casa tardi, tutti hanno già mangiato, ho aperto il frigorifero c'era una mozzarella di Bufala che mi hanno portato da Napoli, potevo mangiarmi solo una mozzarella con sale e olio extra vergine d'oliva? Mi sembrava una cosa molto triste e allora mi sono detto mi faccio una cena ricca di colore e sapore perchè mi voglio bene.
Il pesto di basilico genovese lo tengo nel freezer io lo congelo a cubetti, i fagiolini erano già cotti, pistacchi se ne hanno sempre un po' in casa e poi ultimo tocco con le bucce del clementini bio.

Mozzarella di bufala con fagiolini, pesto, pistacchi e zeste di clementini
Per una persona
1 mozzarella di Bufala da 125 g
1 o 2 cucchiai di pesto alla genovese
80 g di fagiolini verdi già cotti
1 cucchiaio da caffè di pistacchi tritati
La buccia di un clementino Bio
Olio extra vergine d'oliva
sale e pepe

Nel fondo del piatto mettere il cucchiaio di pesto
mettere sopra i fagiolini lessati ancora un po di pesto
Togliere dell'acqua di governo la Mozzarella di Bufala, asciugarla un po' con carta da cucina
Distribuire sopra i pistacchi spezzettati
Grattugiare con apposito utensile un po' di zeste (buccia) di clementini bio
un filo d'olio extravergine d'olive, sale e pepe se gradite


sabato 31 ottobre 2015

Sfoglia con fughi porcini, pomodoro ciliegino e timo

Un antipasto semplice e veloce ma sempre d'effetto, la mia è un cucina che richiede spesso poco tempo, perchè poco tempo per stare in cucina ma anche praticità alla ricerca di un equilibrio tra gusto, prezzo e tempo disponibile, pero che nessuno si scandalizzi se adoperi champignon e funghi porcini misti, per abbassare il costo della ricetta.

Sfoglia con funghi porcini pomodoro ciliegino e timo:
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia, di quella pasta sfoglia fatta da voi oppure pasta sfoglia con il burro, c'è surgelata o come volete
Pomodorini ciliegino di Pachino
Erbe aromatiche come Timo, se trovate il timo limoncino con i funghi si abbina molto bene
Funghi Porcini freschi oppure io non l'ho scritto e voi non lo avete letto, i confezione di funghi porcini secchi + 1 confezione di Champignon coltivati
Cipolla (1/4) o scalogno
Prezzemolo
Sale e pepe

Mettere in ammollo i funghi porcini se adoperate quello secchi
Sbucciate la cipolla o lo scalogno tritateli finemente
Pulite e fate a pezzi i champignon oppure i fughi porcini
In una padella mettere 3o 4 cucchiai d'olio d'oliva extra vergine, fate sudare la cipolla o lo scalogno, aggiungere i funghi, prima i champignon, poi i funghi ammollati con un po' della loro acqua filtrata, fate cuocere più o meno 15 -20 minuti, regolare a tiepido di sale e pepe, aggiungere un po' di prezzemolo spezzettato a freddo.
Prendere la pasta sfoglia rettangolare e ricavate dei quadrotti, metterli su una placca da forno rivestita da carta da forno.
Al centro di ogni quadrotto un po'di funghi, sopra la metà di un pomodori ciliegino e spargere di timo.
Mettere il forno a 200 ° C, tirate fuori dal forno quando la superficie è ben dorata.

Antipasti di polenta al gorgonzola con pomodori confit

Un antipasto molto low cost

Antipasti di polenta al gorgonzola con pomodori confit
500 g di Polenta
200 g di Gorgonzola dolce o piccante
1 confezioni di pomodorini ciliegini di Pachino da fare confit
1 confezione di formaggio di capra tondo semi fresco
timo
sale 
zucchero
sale e pepe

Per prima cosa realizzate prima i pomodori confit
Lavare i pomodori dividerli in due, fategli perdere un po d'acqua di vegetazione metterli in una teglia da forno foderata con carta da forno, versate sopra un goccio d'olio, sale, un po di zucchero e distribuire molto bene il timo, accedendere il forno metterli a 100°, finche saranno diventati confit, in genere circa un ora ma dipende dal forno e dai pomodorini.
Intanto preparate la polenta potete prendere anche quella istantanea e seguire le istruzioni sulla confezione una volta pronta fuori dal fuoco mescolatela con il formaggio gorgonzola, stenderla su una tortiera in modo che abbia uno spessore uniforme, si raffredderà e diventerà solida.
Ricavate con dei cerchi dei dischi oppure fate dei semplici quadrotti  e fateli dorare dopo aversi spennellati con del burro sotto il grillo del forno.
Prima di servire aggiungere sopra del formaggio di capra e la metà di un pomodorino confit

Antipasto di polenta gratinata con crema di formaggio alle erbe aromatiche

Antipasti di polenta al gorgonzola con crema di formaggio alle erbe aromatiche
500 g di Polenta
200 g di Gorgonzola dolce
250 di ricotta di capra
Erba cipollina
Formaggio grattugiato
sale e pepe
eventualmente frutta secca come noci

Preparate la polenta potete prendere anche quella istantanea e seguire le istruzioni sulla confezione una volta pronta fuori dal fuoco mescolatela con il formaggio gorgonzola, stenderla su una tortiera in modo che abbia uno spessore uniforme, si raffredderà e diventerà solida.
Ricavate con dei cerchi dei dischi oppure fate dei semplici quadrotti  e fateli dorare dopo aversi spennellati con del burro sotto il grill del forno.
Preparate la crema al formaggio mescolando la ricotta sgoccialatela per bene, le erbe io ho usato erba cipollina, ma potete usare quello che avete, un po di formaggio grattugiato regolate di sale e pepe, potete aggiungere anche un po di gorgonzola.
Mette in un sacche a poche e distribuite sui dischi di polenta non è male aggiungere delle frutta secca sopra come nocciole e noci.

Antipasto di patate con patè di olive nere taggiasche

Un antipasto vegetariano che non costa molto ma che piace sempre, il paté di olive nere richiama al colore il caviale, possiamo altrimenti dire il caviale dei poveri ma con molto gusto.

Antipasto di patate con patè d'olive nere taggiasche
Ingredienti
1kg di patate, meglio se quelle di forma allungata tipo amandine che si presentano meglio oppure quelle piccole e tonde da boccone se avete una cena in piedi
1 confezione di paté di olive nere taggiasche oppure fatelo voi a casa
1 peperone rosso
1 scalogno
prezzemolo o basilico ( finché c'è sul balcone)
pinoli 1 manciata

Lavare molto bene le patate, tagliate il due, togliere un po di polpa nel mezzo
Metterle in una teglia da forno, cospargete di olio d'oliva, sale e pepe e fatele cuocere finchè saranno tenere, io non l'ho scritto voi non lo avete letto io le faccio bollire prima 5 minuti.
Metterle in forno a 180° per almeno 20-30 minuti dipende dalla patata
Intanto preparate il peperone pulirlo, tagliarlo a pezzi regolari e piccoli e metterlo a spadellare con lo scalogno tagliati in piccoli pezzi, 2 o 3 cucchiai d'olio d'oliva extra vergine, fate cuocere il peperone, il tempo di cottura varia a cottura ultimata regolare di sale e pepe e aggiungere i pinoli.
In alternativa potete abbrustolire il peperone e condirlo dopo olio, sale e pepe.
Fate intiepidire le patate, mette nel piccolo incavo il patè di olive nere, distribuite uniformente il peperone, il prezzemolo i pinoli spedellati un attimo in una padella antiaderente.
Rimettere un attimo in forno prima di servire, è buono caldo ma anche solo tiepido.


martedì 29 settembre 2015

Peperoni allo zenzero

Appunti di ricette:
Con questa ricetta andiamo in Marocco dove i cibi sono molto speziati e profumati un modo diverso per apprezzare il sapore dei peperoni.
Una ricetta che si presta ad essere abbinata con del formaggio fresco o con del riso basmati.
Forse pochi sanno che il peperone è una della maggiori fonti di vitamina C nella nostra dieta. Il peperone dotato di proprietà antiossidanti e fibre può contribuire in parte all'effetto protettivo delle verdure nei confronti di malattie cardiovascolari e tumori.

Peperoni allo zenzero
Ingredienti per 4 persone:
2 peperoni di rossi, se li trovate di Carmagnola bene ma anche se non sono di Carmagnola
1 pezzo di zenzero fresco grande come un pollice
5 cucchiai d'olio d'oliva extra vergine
Erba cipollina  / coriandolo / prezzemolo
Aceto balsamico di Modena

Lavate bene i peperoni e asciugateli
Accendere il grill del forno a 200°
Prendete una pirofila e adagiateli sotto il grill del forno.
Girarli in modo di farli cuocere da entrambe le parti.
Toglierli dal forno e metterli in un sacchetto di carta e chiudere bene.
Cosi il peperone si toglierà più facilmente la pelle.
Intanto preparate il condimento, grattugiare lo zenzero e metterlo in una ciotola insieme con un goccio di aceto balsamico.
Pelare il peperone e farlo a pezzi metterli in un piatto da portata e con un cucchiaio versare il condimento sul peperone e lasciare marinare almeno due ore.
Prima di portarlo in tavola mettere sopra i peperoni dell'erba cipollina

domenica 20 settembre 2015

Bruschetta con fichi di Gerusalemme

In ricordo della mia permanenza a Gerusalemme, con questa ricetta usciamo fuori dagli itinerari classici, che vede nella religione come nella cucina una divisione netta, in realtà Gerusalemme è un mix di tutto ingredienti che arrivano da tutto l'Oriente, chi sa adoperare gli ingredienti, ha una infinito modo di gustare la cucina a Gerusalemme.
Questa bruschetta può creare dipendenza lo dico subito, perchè ha un gusto molto accattivante, ci vorrebbero gli ingredienti originali ma è difficile procurarseli fuori dall'ambito della città.
Servirebbe il pane di Gerusalemme, la città ha una ricchezza di pane incredibile, tutto fresco e molto buono, senti il profumo del pane appena arrivi nelle porte che ti portano nella città vecchia, ci sono dei venditori di pane ambulanti già la mattina alle otto con del pane ancora caldo.
Per fare la bruschetta ci vuole il pane tipo baguette, quello che a Milano, una volta chiamavano francesone, adoperare quello che più vi piace, io ho dovuto ripiegare su una ciabattina che ho diviso in due.
Ci vuole poi il formaggio, a Gerusalemme utilizzano l'Halloumi, che viene da Cipro, da noi non si trova, un formaggio fresco misto di capra e pecora, potete adoperare la feta ma personalmente non è lo stesso dell'Halloumi ha un gusto più tondo, io ho ripiegato su un formaggio stracchino di capra.
I fichi a Gerusalemme non mancano ci sono quelli che arrivano da tutto Israele, ma si trovano anche quelli che provengono dall'Egitto, dalla Grecia e spesso fino a tutto Ottobre si trovano i fichi freschi che provengono dalla Turchia e dall'Armenia, che sono rossi dentro e dolcissimi.
Serve del buon olio d'oliva e dei pistacchi di cui Gerusalemme è piena io meno prosaicamente ho adoperato dell'olio d'oliva aromatizzato in casa con dei pistacchi, basta lasciare dei pistacchi frantumati in una bottiglia d'olio d'oliva lasciali qualche giorno al buio e l'olio avrà un sapore e il profumo dei pistacchi.
Per fare questa ricetta ci vuole un po' d'immaginazione, pensate di stare intorno a un fuoco in compagnia, magari nell'oasi di Ein Gedi o nel deserto di notte, dove fa molto freddo, il silenzio, le luci delle stelle e della luna, si mette vicino al fuoco il pane, si lascia abbrustolire, poi si mette a sciogliere il formaggio e per ultimo i fichi con miele  e l'olio di pistacchi e dai non ridete, ero invece a casa da solo e l'ho fatta su una griglia sul gas! (le foto fanno pena erano già le dieci di sera passate)

Bruschetta con i fichi di Gerusalemme
Ingredienti
2 ciabattine, o delle baguette
4 fichi
1 stracchino di capra / Halloumi se lo trovate
olio di d'oliva extra vergine
50 g pistacchi non salati
2 c. miele
Qualche foglia di basilico

Mettere un filo d'olio d'oliva sul pane tagliato in due e lasciarlo abbrustolire
Io ho adoperato una griglia da gas coperta di carta da forno
Intanto fate a fette lo stracchino
Tagliate i fichi a fette
Girate il pane quando è abbrustolito
mettere un filo d'olio d'oliva extra vergine aromatizzato ai pistacchio
Mettere sopra lo stracchino e farlo sciogliere
Dopo uno o due minuti aggiungere i fichi a fette
Mettere sopra a filo il miele
Spegnere
Aggiustare di sale e pepe
Se non avete l'olio aromatizzato ai pistacchi, aggiungere alla fine della polvere di pistacchi frantumata prima d'aggiungere sale e pepe e qualche foglia di basilico fresco spezzettato


giovedì 17 settembre 2015

Carpaccio di fichi con parmigiano e misticanza

Concludo la mia serie di fichi in insalata, vado anche io a periodi, questa fine estate i fichi in insalata mi ispirano più del solito, lo so che per i blogger le ricette devono essere difficile ma ogni tanto bisogna farsi ispirare anche dal momento, io trovo che la dolcezza del fico si abbini bene ai gusti salati come il parmigiano e i salumi come la coppa, il guanciale, basta una fetta massimo due, pochi grammi.
Doveva essere crudo ma mio figlio se lo è mangiato tutto quello che avevo comprato, non so se capita anche a voi ma agli ingredienti che devo utilizzare per il blog devo scrivere non mangiare per favore!

Passiamo ai fichi, che insieme all'olivo e alla vite sono il simbolo del mediterraneo, il frutto era già noto ai greci, ai romani  e perfino nell'antico Egitto, alcuni papiri hanno documentato tra i dolci preferiti di Cleopatra c'era il tortino di fichi e noci.

Nell'Antica Grecia i fichi erano considerati sacri, si dovevano raccogliere e consumare nel luogo dalla città di raccolta, non si potevano trasportare e nemmeno esportare, spesso venivano essicati e tostati. Aristotele documenta che il succo di fico veniva anche utilizzato per cagliare il latte.
Si narra che Serse re di Persia, dichiarò guerra alla Grecia per impadronirsi della terra che produceva dei fichi eccellenti.
Sia gli atleti che i soldati venivano nell'Antica Grecia alimentati con i fichi secchi, è ancora tradizione di questo paese mescolare i fichi con la farina d'orzo per ottenere delle focacce iper nutrienti.

Nell'Antica Roma i fichi, si narra che furono pretesto o causa non lo sapremo mai della Terza Guerra Punica di Roma contro Cartagine, i romani volevano assolutamente impadronirsi dei fichi di Cartagine che avevano fama d'essere belli, grandi e dolci.
I romani amavano il sycite, una sorta di bevanda fermentata, fatta con acqua e una certa dose di fichi, si metteva prima in infusione e dopo in fermentazione, si otteneva questa bevanda che pare secondo Plinio, veniva molto bene con i fichi di Cipro e i fichi d'Alessandria d'Egitto, ancora oggi a Cipro è d'uso bagnare i fichi freschi con del brandy locale.

La tradizione farmacologica del fico è molto antica e documentata si narra nella Bibbia che il profeta Isaia guarì il Re Ezechia da un ulcera perniciosa applicando un cataplasma di fichi. Ci sono alcuni passi anche nel Corano, dove si invita a mangiare fichi per ripulire fegato e milza e purificare lo stomaco.
Tra gli usi più interessanti quello in Spagna in Estramadura dove è tradizione bere un decotto di foglie di fico per combattere gli effetti del diabete, in effetti in anni più recenti si è scoperto che il decotto di fico ha proprietà di regolare la glicemia, secondo alcuni ricercatori può contribuire ad abbassare il tasso dei trigliceridi.

Carpaccio di fichi con scaglie di parmigiano e misticanza
Ingredienti per 4 persone:
1 confezione di insalata misticanza
8 fichi
scaglie di parmigiano ottenute da 100g di parmigiano
4 fette di guanciale o coppa
aceto balsamico

Lavare e affettare i fichi sottilmente
Prendere i piatti da portare a tavola e mettere sul fondo un po di misticanza condita con poco olio extravergine d'oliva e poco aceto balsamico di Modena.
Sopra appoggiare i fichi a forma di cerchio disporre sopra le scaglie di parmigiano a cerchio.
Sopra mettere le due fette di salume. 
Regolate di sale una belle spolverata di pepe e un giro d'olio extra vergine d'oliva.
Portare in tavola e buon appetito