domenica 9 settembre 2018

Sorbetto alle prugne

Quest'anno sono pieno di prugne, i pochi alberi che ho in giardino hanno dato un contributo notevole alla nostra alimentazione, cosi ho pensato di trasformare le prugne in un sorbetto fresco visto anche il caldo di questi giorni di settembre.
Ho saltato il passaggio classico della polpa di frutta con lo sciroppo di zucchero perché le prugne contengono già molta acqua.
Mi raccomando non vanno sbucciate la particolarità del gusto della prugna è nella buccia più che nella polpa, da un colore al sorbetto forse un po' troppo scuro ma piacevolmente aspro.
Da un chilo di prugne si può ottenere circa 600/700 g di sorbetto per sei/sette porzioni.
Un sorbetto da fare quando le prugne sono mature e sono in abbondanza come quest'anno dalle mie parti.


Sorbetto di prugne 
Ingredienti:
1 kg di Prugne
150 g di zucchero
3 cucchiaini di acquavite di prugne o liquore alle prugne in alternativa kirsch
il succo di un limone filtrato
Pulire bene le prugne, tagliarle in due o in quattro.
Prendere una pentola capace di contenerle aggiunge acqua, poca acqua perché le prugne già contengono molta acqua l'equivalente più o meno di 100 g., coprire la pentola mettere a fuoco medio e fare cuocere mescolando all'inizio spesso poi di tanto in tanto, spegnere quando le prugne sono cotte e morbide, una ventina di minuti in genere e fate raffreddare.
Prendere una parte delle prugne in un altra pentola aggiungere lo zucchero e fate cuocere affinché lo zucchero si scioglie.
Togliere dal fuoco e mescolare con l'altra metà delle prugne, aggiungere il liquore e metà succo di un limone o d'arancia (quello che avete a casa), lasciate raffreddare per almeno 8 ore, potete metterla una volta fredda anche coperta in frigorifero.
Trascorso il tempo indicate preparate il sorbetto con la gelatiera seguendo le indicazioni del produttore a meta lavorazione personalmente mi piace aggiungere un albume d'uovo montato.
Per chi non ha la gelatiera mettere il composto in congelatore trascorso qualche ora frullate il composto con un frullatore potente e poi rimettere in congelatore , ripetere l'operazione più volte almeno due volte.
Tenerlo in congelatore almeno una notte e il giorno dopo è pronto da consumare, l'ho servito con qualche buccia d'agrume sopra.


domenica 26 agosto 2018

Sorbetto al Sambuco e Gewürztraminer

Una preparazione molto semplice adatta a tutti anche a coloro che non hanno una gelatiera. Una volta avevo la pazienza di farlo in casa lo sciroppo di sambuco, ora compro dello sciroppo di sambuco in agriturismo, in particolare in Alto Adige.
Dalle mie parti i fiori di sambuco per fare lo sciroppo si raccolgono il giorno di San Giovanni per tradizione, fino a qualche anno fa era di buon auspicio nel giardino di casa avere una pianta di sambuco.  
Al di là delle molto leggende sul sambuco e i suoi fiori, per molti anni è stato considerato la vaniglia dei poveri in effetti prima dell'arrivo delle bacche di vaniglia o vanillina, o per lo meno del suo costo più accessibile, erano i fiori che davano profumo ai dolci come lo sciroppo di rose (tipico di Genova e delle Liguria), lo sciroppo di fior d'arancio, la camomilla, in Europa nelle regioni alpine era più facilmente diffuso lo sciroppo di sambuco.
Si possono utilizzare anche le bacche del sambuco con il quale si fanno delle gelatine e delle confetture.
Per fare un buon sorbetto al sambuco io aggiungo il 50% di acqua minerale liscia o anche l'acqua del rubinetto, aggiungo anche del succo di un limone (se il vostro sciroppo di sambuco lo contiene già potete ometterlo ) e qualche cucchiaio di vino in genere aggiungo del bianco come il Traminer Aromatico (Gewürztraminer) oppure del bianco più neutro come Sylvaner della Val d'Isarco, per dare una nota più acidula e un profumo aromatico che rinforza il profumo del sambuco. Non si aggiunge zucchero perchè lo sciroppo è già dolce.

Sorbetto al Sambuco al Gewürztraminer
500 g di sciroppo di fiori di sambuco
250 g acqua
il succo di un limone spremuto filtrato (facoltativo)
6 cucchiai da minestra di vino bianco Gewürztraminer
1 o 2 albumi montati

Mettere insieme tutti gli ingredienti nella gelatiera mescolare e seguite le istruzione della marca per fare il sorbetto a metà lavorazione aggiungere il bianco d'uovo montato e ultimare la preparazione.
Se non avete una gelateria nessun problema, ripartire il liquido ottenuto nelle vaschette del ghiaccio, dopo 1 ora o due, tritare con un frullatore potente i cubetti di sorbetto solidificati, aggiungere, l'albume montato e mescolare bene e ripartire di nuovo nuovo cubetti di ghiaccio. Dopo qualche ora frullarli di nuovo con il frullatore e metterli in un recipienti in freezer per almeno mezza giornata.
Si può fare anche senza albume montato ma con albume montato mi da l'idea più simile a un gelato.

mercoledì 25 luglio 2018

Sorbetto al Pompelmo Rosa e Campari

Si poteva mica fare un sorbetto solo al pompelmo? Ultimamente trovo dei pompelmi rosa molto di coloranti che tendono quasi al rosso e devo dire che mi piacciono molto, in questa stagione arrivano più dal Sud Africa che da Israele
Ispirazione di questo sorbetto me lo ha dato un cocktail in un bar dove hanno servito succo di pompelmo rosa e Campari con ghiaccio, un gusto molto accattivante che accentua il colore rosso e quel retrogusto un po' amarognolo che rinfresca dal caldo estivo, perché non farci un sorbetto ?
Siccome mi è presa la stupidera, mi piace il Campati per il colore rosso che da al sorbetto, decidete voi quando fermarvi con i cucchiai di Campari.

Sorbetto al Pompelmo Rosa e Campari
Ingredienti
500 ml di succo di pompelmo rosa filtrato (circa 3 o 4 pompelmi rosa a seconda delle dimensioni, pesarlo dopo avere spremuto i pompelmi)
100 g d'acqua
70 g di zucchero
7 cucchiai di Campari (se come me piace il Campari)
1 albume (facoltativo)

Preparato lo sciroppo: fate bollire l'acqua, lo zucchero e la scorza di almeno un pompelmo per qualche minuto, spegnere il fuoco e fare raffreddare.
Togliere la buccia dallo sciroppo e aggiungere il succo di pompelmo rosa e il Campari.
Mettere in una gelatiera e seguite le spiegazione per fare il sorbetto secondo la marca, in genere per mantecare il sorbetto più o meno dai 20 ai 30 minuti.
Se piace a metà lavorazione del sorbetto potere aggiungere un albume d'uovo montato a neve ferma.
In mancanza di una gelatiera versare il preparato in un grande piatto rettangolare e farlo raffreddare nel congelatore, almeno per 4 ore. se riuscite ogni 30 minuti circa, lo prelevate lo rompete e mettere in un frullatore potente e lo rimettete in congelatore, così da avere una consistenza più fine.
Prima di portarlo in tavola lo lascio in congelatore almeno un giorno cosi si rassoda bene.



giovedì 19 aprile 2018

Pastiera Molisana chez Angelina

Una ricetta già pubblicata nel 2014 ma che pubblico di nuovo su richiesta d'amici, parenti e conoscenti (basterebbe guardare la cronologia). La ricetta diversa rispetto alla pastiera che preparano a Napoli, la cui storia la potete leggere nel post del 2014. 
Nella pastiera della Signora Angelina, non c'è il grano, viene fatta con il riso e della ricotta sarda, più una crema alla vaniglia, non c'è pasta frolla ma una pasta sottile, credo sia diversa dalla Pastiera Classica Napoletana. Una ricetta fatta in famiglia per meglio dire..

Pastiera Molisana chez Angelina
Ingredienti: 

Per la pasta:
300 g di farina
50 g di burro o strutto
1 o 2 uova
1 cucchiaio di zucchero

Per cuocere il riso:
150 g di riso
mezzo litro di latte
un pizzico di sale

Per la crema :
500 latte
2 uova
2 cucchiai colmi di farina
4 cucchiai di zucchero
rum per dolci

Per la crema di ricotta con:
500 ricotta sarda

200 g di zucchero
7 uova
cedro candito quantità a piacere
arancio candito quantità a piacere
cannella, molta cannella
acqua di fior d'arancio, quantità a gusto personale

Procedimento:

- Per cuocere il riso, mettere il riso e il latte e un pizzico di sale in una capace pentola, quando bolle spegnete mettete il coperchio e fate in modo che il riso assorba il latte, ci vorrà circa mezz'ora.

- Preparate la pasta, su un tavolo mettere a fontana la farina, fate un incavo in mezzo e mettere il burro sciolto, le uova e lo zucchero, incorporate gli ingredienti poco per volta, lavorate la pasta ottenuta per qualche minuto, formate una palla e copritela.

- Tagliare il cedro candito a piccoli pezzi
- Tagliare l'arancio candito a piccoli pezzi
- Fare sgocciolare la ricotta e poi lavorarla a crema con una forchetta

- Preparare la crema, sbattere le uova con lo zucchero, poi aggiungete la farina, sbattete ancora e infine aggiungete il latte e il rum o vanillina a piacere, mettete sul fuoco e cuocete alla rosa piano girando finché si addensa, spegnere il fuoco e fare intiepidire.

- In una capace contenitore mettete il riso cotto, la crema, mescolate aggiungete il cedro candito, la ricotta, le uova, l'acqua di fior d'arancio, la cannella e lo zucchero, mescolate e coprite.

- Stendete la pasta con il mattarello in modo fine
- Coprite il fondo  e i bordi della tortiera
- Mettete il ripieno e fate le strisce classiche.
- In forno a 180° per 1 ora, fate la prova dello stecchino deve essere asciutta dentro. 

- Togliere dal forno e fare intiepidire.

- Si può portare in tavola così, oppure decorare con zucchero a velo, cedro candito, arancio candito, limone e foglie di rosa.

sabato 31 marzo 2018

Frattaglie di agnello con patate, semi di finocchio e alloro

Una ricetta della tradizione, una ricetta forse da uomini, comune a molte culture culinarie si va dal percorso dei greggi delle Alpi tra Italia e Austria in Val Senales alle montagne del Libano.
Il motivo è molto semplice da sempre in tutto il mondo si fa di necessità virtù, le frattaglie sono la parte meno appetibile delle carni d'agnello e rimaneva ai pastori.
Questa ricetta arriva dall'Abruzzo ed esattamente da un mio soggiorno nel paese di Scanno.
Non sono un amante della carne, tutt'altro ma questa preparazione me la concedo una volta all'anno, chiedo scusa a i mie lettori vegetariani per una volta.
La difficoltà della preparazione oltre che nel pulire le frattaglie molto bene in particolare il polmone sotto l'acqua fredda e che tutti questi ingredienti richiedono tempi di cottura diversi.
Se siete molto bravi o brave in cucina potete cuocerli nella stessa padella mettendo prima le patate e poi le frattaglie oppure potete fare come me che ho preso l'abitudine di cuocere patate e frattaglie divise mescolandole per pochi minuti alla fine, in questo modo eviterà d'avere della delle patate cotte e della carne carbonizzata
Sono molto importanti in questo piatto i semi di finocchio e le foglie di alloro non sostituibili con altre erbe o spezie, danno un ottima aroma e un gusto particolare alla ricetta.

Frattaglie di agnello con patate, semi di finocchio e alloro
Ingredienti:
Frattaglie di agnello in alcune regioni si usa il termine anche coratella
Due cipolline fresche
500 g di patate
semi di finocchio, qualche foglia di alloro
Olio d'oliva extra vergine

Pulire bene le frattaglie e farle a piccoli pezzi con una forbice o un coltello
Pulire e pelare le patate e farle a piccoli pezzi
Pulire e fare a pezzi le cipolline
In una padella mettere qualche cucchiaio d'olio d'oliva, metà delle cipolline fatte a fette, fare dorare leggermente e aggiungere le patate, cuocerle fino quasi a completare la cottura lasciandole indietro qualche minuto.
In un altra padella fare la stessa cosa, mettere qualche cucchiaio di olio d'oliva, metà cipolline fresche, fare dorare leggermente e aggiungere le frattaglie fatte a piccoli pezzi, i semi di finocchio e l'alloro le foglie spezzettate o intere e portare a cottura.
Qualche minuti prima di portare a cottura le frattaglie mescolare le patate e amalgamo le patate con le frattaglie, spegnere il fuoco, salare a secondo del gusto e portare a tavola.

Per saperne di più semi di finocchio:
Foeniculum vulgare chiamato anche finocchio selvatico o finocchietto, da questa piante si possono adoperare sia i fiori che i semi più comunemente noti come semi di finocchio. 
Si tratta di una delle piante più conosciute del bacino del mediterraneo, l'uso fitoterapico dei semi di finocchio proviene da medici dell'antica Grecia. Gli egiziani probabilmente li conoscevano prima di loro. Questi usi sono stati ripresi dai Romani, che li hanno diffusi in tutta Europa e in Oriente. anche la  medicina ayurvedica in India e la medicina tradizionale cinese hanno incorporato la pianta e i suoi semi nella loro farmacopea ufficiale.
Secondo molti ricercatori come tisana possono aiutare ad alleviare le coliche infantile, negli adulti allevia i disturbi legati alla digestione, la flatulenza e la mancanza d'appetito.